lunedì 26 luglio 2010


FATA: Spirito, olà! dimmi un po' dove vai?
FOLLETTO: Su monti e vallate, fra i pruni e le fronde, su parchi e steccate, per fiamme, per onde, vago ognor, più che la sfera della luna, a vol leggiera; per servir la reginetta, colla guazza, fra l'erbetta, i suoi cerchi d'orme irroro.
Scortan lei, in assise d'oro, dell'auricola i fiorellini; le lor chiazze son rubini, sono efelidi odorate, cari doni delle fate.
Le stille di rugiada ho da cercare, le orecchie delle auricole a imperlare.
FATA: Addio, sguaiato spirito, vo via:
viene cogli elfi la regina mia.
FOLLETTO: Stanotte qui gran festa avrà il Sovrano; badi Titania di restar lontano.
Oberone dall'ira è quasi pazzo, perché lei, come paggio, ha un bel ragazzo che a un principe dell'India fu rapito, ed è il suo più soave favorito.
Questi il geloso re vorrebbe avere, fargli batter le selve qual scudiere.
Ella a forza trattiene ii giovinetto, l'inghirlanda di fiori, e ogni diletto ripone in lui che fa il suo cor beato.
Ed or non più nel bosco, né sul prato, or non più presso chiare fontanelle, né al lume brillantato delle stelle, incontransi que' due senz'aspre liti; onde i lor elfi, tutti impauriti, in cupole di ghiande lesti vanno a rannicchiarsi, ed ivi ascosi stanno.
FATA: O io travedo in te forma ed aspetto, o sei l'astuto e maligno folletto che chiamano Bertino Buontempone.
Non sei tu forse chi desta apprensione tra le fanciulle del villaggio, affanna a volte nella mola, il latte spanna dalla massaia ansante rimestare fa la zangola invan; né fermentare lascia la birra; e a notte i peregrini svia, per ridere poi di quei meschini?
Se un ti chiama "Bertin, folletto caro", tu stesso il suo lavor gli metti in paro, e provvedi sia sempre fortunato.
Dimmi, sei lui?
FOLLETTO: Hai proprio indovinato; io sono quel nottambulo burlone.
Faccio il giullare pel mio re Oberone; e ride lui, se stallon ben nutrito di fave inganno, imitando il nitrito della puledra. Entro il boccal m'acquatto, di mela cotta in guisa, a volte, e scatto in bocca alla comare, quando beve, e lei la birra rovesciarsi deve sulla giogaia vizza. Assai tremende storie narrando, savia zia mi prende a volte per un trespolo: di sotto, ecco, le sfuggo, lei casca di botto, e "birba" strilla fra colpi di tosse; tengonsi i fianchi, prorompendo in grosse risate, allora, e gongolan gli astanti, e starnutano, e giuran tutti quanti, che non mai più bell'ora hanno passata.
Ohè, largo: arriva il mio sovrano, fata!
FATA: Ed ecco pure la sovrana mia.
Or voglia il cielo ch'egli vada via!
  
W. Shakespeare "Sogno di una notte di mezza estate"

lunedì 19 luglio 2010

Come contattare una fata
La meditazione è un modo per entrare in contatto con le fate. Per fare questo, dovresti andare in un posto dove puoi rilassarti senza che nessuno ti disturbi. Spegni il telefono e se necessario chiudi la porta.Mettiti in una posizione comoda, preferibilmente seduta perchè se ti sdrai rischi di addormentarti. Chiudi gli occhi e respira lentamente. Immagina il tuo corpo rilassarsi, inizia dai piedi fino ad arrivare alla testa. Rilassati. Quando sei rilassato immagina te stesso in un giardino, in una foresta o vicino ad un fiume. Chiedi alle fate di mostrarsi e di loro che non hai cattive intenzioni, che vuoi solo parlare. Questo può richiedere tempo, quando le fate ti crederanno si faranno vedere. Sta sempre attento quando contatti una fata... tieni con te degli amuleti protettivi.... potresti imbatterti in una fata violenta! Non tutte le fate sono creature dolci e generose. Mentre mediti immaginati un giardino o una valle meglio che puoi. Devi riuscire a sentire i profumi dei fiori che ti circondano. Cammina e cerca una linea verde scuro. Quando l'hai trovata seguila e mentre cammini pensa che vorresti incontrare le fate gentili per parlare e che non vuoi fargli del male. Quando trovi un posto che ti piace siediti e aspetta... parla alle fate. Chiedi di vedere le fate buone e loro verranno, se ti credono.

venerdì 16 luglio 2010



Incantesimo dell'aurora boreale

Quando il firmamento è illuminato da fenomeni meteorologici e le Allegre Ballerine (così sono chiamate nella, tradizione popolare, le luci dell'Aurora Boreale ) indossano le loro graziose vesti multicolori per far festa nella cortina del cielo notturno fino a quando la loro allegria diventa frenesia, allora l'Aurora Boreale viene a comunicarvi che la sera è carica di fuoco e di magia, e la stagione degli incantesimi è arrivata.
Cercate quindi di farvi salire una gatta (meglio se nera) in grembo e sedete in giardino soli con lei, accarezzandola fino a quando il suo manto brilla e lei fa le fusa soddisfatta. Tenete a portata di mano una piccola tazza con del vino e, non appena l'animale si stiracchia, tracciategli un segno della croce sulla testa, quindi fate lo stesso su di voi.
Afferrategli con delicatezza la punta della coda e passatevela velocemente tre volte sull'occhio sinistro, quindi sul destro, dicendo:

Elfi della notte, i miei occhi incantate,
che di veder mi sia dato
con luna o sole il vostro aspetto fatato;
per questa magia e questo segno
io vi prego, favorite il mio disegno.


Lasciate il micio entrare furtivamente nella vostra camera a contemplare dalla finestra la luna, le stelle e tutte le magiche luci del cielo. Se avete incontrato il favore delle Fate, quella notte vi giungeranno sogni mistici, e in seguito inizierete a vedere il Piccolo Popolo gioire e far festa. Vi accadrà dapprima in modo velato, poi in maniera sempre più chiara e lucida man mano che l'incanto delle Fate benedirà più profondamente la vostra vista interiore.

lunedì 24 maggio 2010

Le Fate della Notte sono esperte nel preparare una pozione magica
Durante una notte di Luna calante, periodo ottimo per gli incanti volti all’allontanamento delle negatività, è stato riempito un calderone con neve raccolta durante la prima caduta autunnale, che al contatto con i raggi della Luna brillava di una luce quasi azzurrina. La neve si è sciolta quasi immediatamente, divenendo acqua, poiché il calderone era già caldo grazie alla fiamma ardente sotto di esso. In seguito sono stati inseriti i seguenti ingredienti:

- 5 Fili di Luce: 
Magica pianta creazione delle Streghe Erbane, derivante dalla comune Vite, il cui potere è emettere luce durante la notte, dopo esser stata a contatto con i raggi solari durante il giorno;
- Polvere di Lucciole essiccate: 
affinchè la loro capacità di illuminare il cammino venga trasferita alla Pozione;
- 3 pietre di Fluorite: 
questo minerale trasparente, dalle delicate venature colorate di viola e verde, è capace di illuminarsi se viene esposto ad una particolare fonte di luce;
- 3 Candele accese: 
a simboleggiare la luce che esse portano con sé;
- 1 pietra di Luna: 
affinchè essa crei un contatto tra il composto e l’Astro di cui è rappresentante assoluta.

Successivamente la polvere è stata gettata all’interno del calderone, come ultimo e fondamentale ingrediente per concludere la Pozione, che man mano è stata girata in senso orario, all’aggiunta di ogni ingrediente, usando un mestolo di rame.

Ed in quel momento è stata recitata la formula magica di invocazione, ripetuta poi da tutte le Streghe presenti:

In questa magica notte fatata
Di neve ho gettato una manciata
Gli ingredienti sparsi nel calderone
Hanno fatto sì che creassi la Pozione.
Fili di luce, pietre, candele e lucciole essiccate
Con grande cura e dovizia misurate
Saranno utili all’incanto che ora invoco
In questa sera e davanti a questo fuoco.
Possano i raggi della Luna donare la magia:
Che questa polvere risplenda e così sia!


Il composto all’interno del calderone si è illuminato di un’intensa luce argentata come quella dei raggi lunari, vorticando fino ad esplodere. In seguito all’esplosione, all’interno del paiolo è rimasta solo la polvere delle Fate della Notte, che risplendeva di una luce quasi abbagliante color argento. Questa è stata raccolta e posta dentro un'ampolla, per essere in futuro travasata all'interno di ogni ciondolo delle Fate. Il rito si è così concluso e, grazie ad esso, d’ora in poi la magica polvere incantata risplenderà dall’interno dei ciondoli ogni volta che un raggio di luna la lambirà.


domenica 2 maggio 2010



In un angolino del bosco che nessun altro eguaglia in bellezza, lontano da città e da villaggi,vi è il regno degli Elfi. Questi hanno le loro casette costruite tra tronchi. Sulla vetta della più alta betulla vi è il palazzo della Regina che, dal suo dominante castello, abbraccia con lo sguardo tutto il suo regno. La Regina delgli Elfi è la più splendida creatura che si possa immaginare: ha lunghe chiome dai riflessi d'oro e grandi occhi azzurri. Le sue vesti sono opera dei più abili ragni della foresta, che tessono per lei sottilissimi veli. Questa Sovrana possiede una grande magia che adopera solo per il bene dei suoi sudditi tutti gli abitanti del bosco.
by moonfaire

sabato 1 maggio 2010

Sul sito Fairy Name Generator potrete scoprire il nome della vostra fata personale inserendo il vostro nome e cognome.


Questa è la mia fata:

Your fairy is called Fire Rainbowfly
She is a fortune bringer.
She lives where fireflies mate and breed.
She is only seen at midday under a quiet, cloudless sky.
Her dresses glow with fiery colours. She has multicoloured wings like a butterfly.
Get your free fairy name here!





  


































E se volete fatemi sapere il nome della vostra fata

venerdì 23 aprile 2010



Le Fate della Natura:

Sono le creature che proteggono i boschi e i campi. Oggi le Fate della Natura incontrano molta difficoltà nel nostro mondo perchè devono lottare per sopravvivere a dispetto dell'inquinamento e degli altri danni che stiamo arrecando al pianeta.

Fate della Natura: Le Fate del Giardino:

Per le fate anche la più piccola distesa di terra, da un'aiuola ad una piccola cassetta per i fiori sul balcone, è un giardino. Di conseguenza ci sono tantissime, meravigliose Fate del Giardino. Alcune amano spargere i semi qua e là, altre preferiscono dedicarsi ai fiori e all'erba, ma tutte sono cmq riconoscibili dalle loro dita verdi (da qui l'espressione "pollice verde"). Tutto ciò di cui le fate si prendono cura, dalle piccole piantine di violette agli alti girasoli dorati, cresce forte e sano grazie al loro tocco benevolo.

Fortunatamente per noi, le Fate del Giardino, si occupano anche di impedire a lumache e chiocciole di rosicchiare le nostre piante, in quanto la polvere delle fate che spargono è un irritante naturale per il ventre morbido di questi piccoli animali infestanti.

Se la sera esci in giardino avrai buone possibilità di vedere le fate che vivono fra le piante che in genere preferiscono uscire al crepuscolo.

martedì 13 aprile 2010

Si dice che la felce di bosco fiorisce una volta l’anno durante la notte del solstizio d’estate, notte magica per eccellenza.
Il fiore di questa pianta sboccia e muore nel giro di pochi istanti, ed è quindi difficilissimo da vedere; è un magnifico fiore rosso dai cui petali si sprigiona una luce intensa che illumina, per quei pochi istanti, tutto ciò che lo circonda, infatti, chi va per boschi durante la notte del solstizio d’estate vede delle piccole luci accendersi e spengersi, gli uomini pensano che siano lucciole, ma è solo ignoranza, perché questi insetti vivono per pochissimo tempo e soprattutto in primavera.
Si dice, che chi riesca a cogliere il fiore della felce, acquisti il dono dell’invisibilità.
Gli gnomi, le fate, i folletti e tutto il piccolo popolo ne fa grande uso, per ciò, chi cammina per i boschi e vede uno dei suoi abitanti, dopo pochi passi, lo perde di vista

sabato 10 aprile 2010

C'è un luogo lontano, eppure così vicino, dove vivono le fate,
creature che conoscono la magia. Questo luogo si trova
sotto le colline, fatto di antri e caverne o in foreste
silenziose ed impenetrabili, o sotto i laghi, o sotto
l'immensità degli oceani. Dovunque sia il mondo delle fate,
per gli esseri umani è molto difficile riuscire a trovarne le
porte che si aprono a distanza di generazioni e che si trovano
dove due mondi vengono a contatto: la terra e l'acqua, il giorno e la notte.

martedì 6 aprile 2010


Nell' originale accezione dell'Europa  meridionale, la  fata  è totalmente  sovrannaturale,
 cioè non  ha  nulla  di  umano se non  l' aspetto.
Il  nome  fata  deriva  dall' altro nome latino delle  Parche, che è Fatae,
ovvero coloro che  presiedono al Fato (dal  latino Fatum  ovvero "destino").
 La  fata  è quindi  un  essere etereo e  magico, una  sorta  di  spirito della  Natura .
Si può  però  essere  invitati  dalle  fate
nel  loro mondo, ma  si  corre  il  pericolo di essere coinvolti
nelle loro danze  e  di  dover quindi  danzare  fino alla morte.
Se si  entra  nel  mondo delle fate  si  deve  dimenticare  ciò che  si  conosce  e  ciò  che  si  è, si  deve  affrontare  la  possibilità  di non  tornare.
In  questo mondo incantato  vivono altre  strane
creature  insieme  alle  fate...
Sono  i  folletti, gli  gnomi, gli elfi.
Qui  è  sempre  primavera, non  esistono  malattie, nè dolori e  il  tempo  non  ha  valore.
Le  fate  vengono spesso nel  mondo degli uomini  assumendo  l' aspetto che  preferiscono  e  possono intervenire  nelle  umane  vicende.

venerdì 26 marzo 2010



Gli elfi dimorano nell'antica foresta da millenni. Non hanno mai combattuto le guerre degli uomini e nessuno sa da dove realmente provengano. La vita degli elfi ha iniziato a intrecciarsi con quella degli uomini con l'avvento delle nebbie nere. Furono loro a scoprire le magiche proprietà dei Fiori di Armia e renderle note tra gli uomini.
Abbigliamento e armamenti
Vestono con tessuti e gioielli di rara bellezza e delicatezza che riprendono le forme degli alberi, degli animali, delle foglie e dell'acqua. Gli elfi realizzano bellissimi monili, armi e armature utilizzando i metallli con una maestria seconda solo a quella dei Nani.
Gli elfi sono pochi e dimorano esclusivamente nell'antica foresta. I loro rifugi sono meravigliose costruzioni di legna e pietra che formano un tutt'uno con la natura. Gli elfi sentono un profondo legame con la terra e gli animali. Molti elfi scoprono più tardi di altri questi richiami ma normalmente il loro primo impulso é quello di unione con la natura. Vestono con tessuti e gioielli di rara bellezza e delicatezza che riprendono le forme degli alberi, degli animali, delle foglie e dell'acqua. Amano i colori sgargianti dei fiori e delle foresta. La loro vita é lunghissima, paragonabile a quella di molti alberi secolari. In realtà le leggende vogliono che alla loro morte, gli elfi si trasformino proprio in questi alberi destinati a diventare antichi guardiani della foresta. Quando un elfo muore di morte violenta tutta la comunità entra in lutto ed é l'unica occasione in cui si indossano abiti grigi e neri. L'intera società é tenuta in piedi dal più antico e saggio tra gli elfi Gherinald e dalla sua compagna Vanrial, entrambi potenti maghi.
Gli elfi commerciano volentieri con gli umani, soprattutto artigianato, materie prime, erbe rare e cibi. I loro scambi sono forti per via della loro moneta che ha un grande valore tra gli umani. Gli elfi sono di indole buona e leale, sono altezzosi e distaccati.

mercoledì 17 marzo 2010



The fairies dance round and round

with all my magic dreams
they fly to the skies above
to find the arcane blue.

The dreams of mine are all I have
but are they ever true,
or are the words that call me now
from the arcane blue.

The Queen of Fae turned my world to gold,
and all my dreams are new
I fly in the cloudless skies above,
a sprite of arcane blue.

A questi piccoli esseri luminosi piace molto organizzare delle feste; vanno pazze per la musica e per i balli. Danno grandi feste nei loro castelli e i saloni sono sempre affollati di invitati molto eleganti. Ma le feste più belle, in assoluto, le fate le organizzano nei boschi, al chiaro di luna, quando giocano tra loro con una palla d'oro. In mezzo alle radure dei boschi, in cima ad una collina, oppure su un prato liscio e morbido. E, su questo, la mattina dopo, si troveranno delle piccole tracce: cerchi perfetti, funghi cresciuti all'improvviso. Ma se pensate di poterle vedere mentre ballano al chiaro di luna, guai a voi! Rischiate di fare una bruttissima fine...


sabato 13 marzo 2010


Una delle primissime domande che sorgono studiando queste creature è dove si trovi il Regno delle Fate. Per lungo tempo si è cercato un luogo fisico qui sulla Terra, dove vivessero gli esseri fatati: gli Scozzesi sostenevano che il loro regno fosse a nord delle loro montagne più alte, gli Inglesi pensavano che si trovasse su un'isola, le popolazioni nordiche credevano fosse in una foresta, altri pensavano che si trovasse sotto terra. Oggigiorno, si è giunti alla conclusione che il Regno delle Fate sia un mondo parallelo, che convive accanto al nostro sovrapponendosi ad esso, ma entrando in contatto solo raramente, in luoghi particolarmente magici ed energetici in cui le porte che separano i mondi si possono aprire. In base a quest'ottica, non posso che sposare la tesi di alcuni che identificano il Regno delle Fate con la Terra dei Faerie, che a sua volta è una parte dell'Isola di Avalon.
La vita degli esseri fatati è in genere socialmente regolata in modo gerarchico. Ogni singola comunità, sia che si tratti di poche unità familiari o di gruppi molto vasti, ha un suo Re ed una sua Regina, che a loro volta rispondono del loro operato ad un Gran Re ed una Grande Regina che governano sull'intero mondo feerico.
Esistono tuttavia anche creature di questo regno che amano vivere in completa solitudine, pur non sottraendosi in questo modo alla sovranità del Gran Re e della Grande Regina, come ad esempio i Lepricani.
Nessuno ha mai avuto modo di vedere le case delle creature fatate, si sa che alcune di esse amano vivere nei tronchi cavi degli alberi, tra le rocce, nelle caverne o nell'acqua, ma essendo molto gelose della propria riservatezza e dei loro segreti e tesori, non consentono ad alcuno di individuare esattamente le loro dimore.
Secondo molte leggende, tuttavia, in tutto il mondo esistono delle colline cave al cui interno vivono le Fate proprio come in un enorme palazzo lussuoso. Queste colline si potrebbero individuare perché da esse la notte proviene la musica di feste sfrenate. Tuttavia, i pochi che si sono messi seriamente alla ricerca di queste colline lo hanno fatto col solo intento di derubare gli esseri che le abitavano e nessuno di loro è tornato indenne dalla ricerca o desideroso di diffondere le informazioni scoperte.

giovedì 4 marzo 2010



Gli esseri fatati amano molto l'ordine, l'allegria, la musica, i canti ed i balli, la generosità, sono attratte dagli amanti ed apprezzano le offerte di cibo lasciate per loro all'interno o all'esterno delle case la notte. Essi hanno un codice morale decisamente diverso da quello degli umani. Alcuni sono cattivi di natura ed incontrarli può essere estremamente pericoloso (spesso più sono letali più sono belli ed attraenti nell'aspetto), altri sono solo un po' dispettosi, altri ancora sono amichevoli e addirittura servizievoli. Qualunque sia la loro indole, comunque, si aspettano di essere trattati dagli esseri umani con attenzione e riguardo, ma non ricambiano necessariamente la stessa cortesia. In particolare, essendo in genere creature molto suscettibili e permalose, chiunque le abbia incontrate ha imparato a proprie spese a soppesare bene le parole prima di rivolgersi a loro, onde evitare di offenderle: ad un'offesa, infatti, possono reagire in modo molto dispettoso.
Inoltre, le Fate possono essere meravigliosi membri aggiunti a qualsiasi famiglia che le comprenda e le onori (per onore si intende il non catturarle o metterle in gabbia, per comprensione il restare infantili e desiderosi di imparare): una Fatina in casa non è mai una schiava degli umani, non svolge i compiti quotidiani al posto degli abitanti della casa scelta nè lavora per loro, ma può aiutare in casa e qualsiasi aiuto venga da parte sua è fatto come un regalo

martedì 23 febbraio 2010



………Non Smettere Di Credere Nei Sogni

………Non Smettere Di Credere Nelle Fate

lunedì 22 febbraio 2010



Linguaggio elfico


SALUTI

Ben trovato = mae govannen

Buon (giorno / mattino / pomeriggio / sera) = Quel ( re / amrun / andune/ undome)

Ciao = Aaye

E' passato molto tempo = nae saian luume

Piacere di incontrarti = saesa omentien lle

Saluti (a tutti) = Vedui (iler)

Una stella brillerà sull'ora del nostro incontro = Elen sila lumenn omentilmo


ADDII

Addio = Namaàrie
Buon (giorno/pomeriggio/sera/notte) = Quel (re/andune/lome/du)
Buon riposo = Quel esta
Buon vento = Vanya sulie
Buona caccia = Quel fara
Buona notte = Quel kaima
Che I tuoi sentieri siano verdi = Aa menle nauva calen
Che il tuo cammino sia verde e dorata = Aa menealle nauva calen ar malta
Che il vento riempia le tue vele = Aa isul nora lannelle
Che le foglie del tuo Albero della Vita non ingialliscano = Aa lasser en lle coia orn n' omenta gurtha
Dolci acque e risate leggere fino a quando ci incontreremo = Lissenen ar maskalalaith tenna lye omentuva
Fino a (quando) = Tenna telwan (san)
Fino a domani (quando) = Tenna tulre (san)
Fino al nostro prossimo incontro = Tenna ento lye omenta
Fin quando = Tenna san
Il mio cuore piangerà finchè non ti vedrà di nuovo = Cormamin niuve tenna ta elea lle au

mercoledì 17 febbraio 2010



Le Veela sono Fate mutanti legate all'elemento aria. Sono molto pericolose per gli uomini perché si trasformano in esseri bellissimi e li affascinano, gettandoli in uno stato di totale catatonia in cui si dimenticano di mangiare, bere e dormire fino a rischiare la morte. Se poi riescono a trascinare un uomo nelle danze all'interno di un cerchio di Fate, lo portano alla morte per sfinimento.
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