lunedì 9 agosto 2010

Caratteristiche delle fate  parte 2

ANATOMIA ESTERNA:
Testa: Gli occhi sono vispi e di colori brillanti e possono assumere tutte le tonalità. I lineamenti del volto sono sempre molto morbidi e rendono le fate particolarmente belle. I capelli sono finissimi, setosi e luminosi. 




Tronco: Longilineo, magro e sempre ben proporzionato in ogni sua parte.

Arti: Esili ed eleganti sia i superiori che gli inferiori.

Ali: Fragili come quelle di una farfalla, le ali delle fate ne hanno spesso anche se sembianze. Le colorazioni sono allegre, brillanti, in alcuni casi addirittura cangianti con il carattere e sempre dei colori dei fiori. Il colore può essere molto intenso o tendere alla trasparenza. (spariscono in sembianze umane). 



Epidermide: Liscia, setosa e di un rosa tenue e candido.

Varie: In forma astrale non c`è altro aspetto esteriore se non quello di energia. In forma umana ed eterica le caratteristiche di testa, tronco, arti ed epidermide sono le stesse.


CARATTERISTICHE GENERALI:
Longevità: Essendo energia non risentono di invecchiamento causato dall`avanzare degli anni e sono perciò assai longeve. L’età delle Fate è psicologica, basata sulle sue esperienze e pertanto non fisica. Muoiono quando naturalmente (spesso per scelta della stessa fata) l`energia improvvisamente si indebolisce sul piano reale fino a disperdersi sul piano astrale.

Nascita: La Fata è sostanzialmente costituita da Energia, e viene concepita asessuata sul piano astrale. E` poi un evento naturale, solitamente, a far sì che la Fata nasca anche sul piano Eterico, ossia nel mondo umano. La luce del sole che si riflette su di un filo di una ragnatela appena tessuta, la spuma di un`onda del mare che s`infrange sulla riva sabbiosa, il bagliore di un lampo che squarcia il cielo, la foglia che viene separata dal suo ramo dal vento del Nord, una risata cristallina, una lacrima di vera gioia, insomma un evento deciso dalla natura fa sì che la Fata nasca. In genere non si può prevedere: una Fata nasce nel modo più strano o più semplice e nel momento più inaspettato. Vi è poi un altro modo con cui la Fata può nascere sul piano Eterico, ossia dall`unione di esseri, un maschio ed una femmina (almeno uno dei due deve essere di razza `Fata`): l`unione non è intesa nel senso umano del termine, ma poiché una Fata è sostanzialmente fatta di energia, nel momento in cui due scintille di energia si incontrano viene generata una nuova Fata.



Carattere: Vi sono Fate che risaltano sulle altre per la loro allegria, contagiando spesso chi sta loro intorno. Alcune sono sensuali, accattivanti, amano mettere in imbarazzo le persone. Vi sono anche quelle malinconiche per natura, delicate, fragili più delle altre, sono fate buone per eccellenza. Altre ancora sono sincere romantiche e sognatrici. Poi vi sono quelle dispettose, diffidenti, scaltre, vanitose, seduttrici e convincenti.


Note Generiche Esplicative:
Le fate non mangiano, non bevono, non respirano... ma simulano tutti questi atti normalmente. Pertanto l`inalare che per un umano è di aria, per le fate sarà di energia ; stesso dicasi per il cibarsi, non ne hanno bisogno per vivere... ma capita che lo facciano per piacere o per integrarsi alla comunità. Quanto ingerito da una fata, verrà semplicemente trasformato in energia (quale ogni cosa è) senza bisogno di un apparato digerente, come per esempio nell`umano. Ovviamente ferendo una fata non sgorgherà sangue... ma, se in forma umana, sarà l`energia a prendere agli occhi la sembianza del sangue. Così come bucando un palloncino ne esce aria... così come strizzando una spugna intrisa d`acqua, l`acqua ne fuoriuscirà. Allo stesso modo non c`e` un cuore che si ferma... ma una energia che disperdendosi... si esaurisce. Nelle descrizioni anatomiche dove è indicato analogo a quello umano si intende che appare ad un osservatore in tutto simile a quanto apparirebbe osservando un essere umano.


DANNI E MALATTIE

La fata è una creatura essenzialmente magica.
Il suo corpo è composto da linfa vitale e questa sua caratteristica la distingue dalla maggior parte delle altre creature.
La natura peculiare della fata si traduce in alcuni caratteri fisiologici ben determinati. Non avendo una natura fisica non possiede organi interni, dunque tutte quelle funzioni legate ad un apparato fisico vengono a mancare (vedere sezioni fisiologia). Per questa ragione si può dedurre che molte delle malattie di cui possono soffrire le creature sono estranee all’organismo della fata. Sono da escludersi dunque tutte le malattie legate ad un organo in particolare, al sistema nervoso, sangue (che le fate non possiedono naturalmente), sono immuni alla maggior parte di veleni (non tutti), non possono rimanere soffocate, non possono annegare. Bisogna far notare inoltre che questi elementi non possono essere nocivi alla fata in forma umana, poiché alla minima alterazione ritorna in maniera subitanea in forma eterea. Dunque il danno eventuale incorso in forma umana si tradurrà in una perdita di energia e linfa nella forma eterea. Con questo si passa a quello che invece può capitare alla fata.


DANNI FISICI: Con danni corporei si intendono tutti gli effetti negativi provocati alla fata in forma eterea o non, dati da urto, taglio, percossa, caduta etc. La perdita di linfa vitale produce nella fata una perdita di energia (punti salute), e un indebolimento generale che la porterà a una drastica diminuzione di capacità di concentrazione. Una fata in forma umana che viene ferita riprende immediatamente forma eterea.

*CONTUSIONE: danni da botta generalmente non hanno per la fata gravi conseguenze, poiché non possiede organi interni che possano essere lesionati. La fata generalmente svilupperà il corrispettivo di un ematoma, nella zona interessata, che assumerà il colore del suo elemento di appartenenza. Se a essere ferite saranno le ali, la fata non potrà volare per un numero di giorni variabile
Cura: Lasciare a contatto della parte contusa l'elemento di appartenenza della fata Unguento dei Druidi (da stabilirsi)

*TAGLIO: Le ferite da taglio presuppongono una lacerazione della pelle della fata, in questo caso, a meno che l’incisione non abbia come conseguenza l’amputazione di un arto, la ferita tenderà a rimarginarsi se piccola, altrimenti rimarrà aperta con la conseguente fuoriuscita di linfa vitale, portando fiacchezza e indebolimento via via più marcato. Se si riesce ad arrestare la perdita di linfa rimarrà solo una ferita del colore tipico della famiglia di appartenenza della fata: se Aurea giallo oro, se Banshee nero, blu scuro o viola, se Naturale Azzurro per le fate d’Acqua, grigio per quelle dell’Aria, rosso o arancio per quelle del Fuoco e verde o marrone per quelle di Terra.
Cura: Per bloccare la perdita di linfa vitale: Occorre che venga posto a contatto con la ferita l’elemento a cui la fata appartiene, acqua, terra, fuoco, aria (basta un soffio), una pietra o oggetto d’oro, e una pietra nera (ossidiana)

*USTIONE: Il fuoco o un elemento incandescente può provocare una lesione superficiale della pelle della fata. Se lieve si manifesterà in maniera simile a quella del livido, se grave simile a quella di un’escoriazione da taglio. Le fate del Fuoco ne sono immuni.
Cura: Per le bruciature leggere basta una pomata specifica dei druidi. Per una patologia più grave bisogna lasciare a contatto con la ferita il proprio elemento di appartenenza.

*MUTILAZIONI e ALI STRAPPATE:
Le Fate sono creature esterne al puro piano fisico della realtà. Esse sono composte da energia, non da carne ed ossa come gli 'Alti'. Proprio per questo motivo la rigenerazione del corpo è per loro possibile.
Le lesioni agli arti o al derma necessitano delle medesime cure usate per le altre razze viventi. E’ consigliato l’uso di materiali di origine vegetale sia nei medicamenti che nelle fasciature. Remissione rapida e spesso senza segni di cicatrizzazione, soprattutto per eventi subiti sul piano eterico. 

La mutilazione di un arto (gambe o piedi, braccia o mani, coda ecc) o delle ali comporterà dapprima un certo dolore fisico nella fata perchè, pur non avendo organi interni o un sistema nervoso, la fata percepirà la mancanza dell'arto' e ne soffrirà... Inoltre la perdita di linfa vitale dalla ferita lascerà la fata sempre più debole e stanca.
I danni maggiori saranno, in ogni caso,i danni morali o spirituali, causati dai sentimenti negativi che percepirà la Fata.
Tali danni si manifesteranno sia sul corpo che sul carattere della fata.
Per quanto riguarda il corpo: la carnagione, gli occhi e l’aura saranno opachi, i capelli sfibrati. L’aura smetterà di brillare oppure comparirà all’improvviso nei momenti di sentimento intenso.
Per quanto riguarda il carattere: la fata risulterà molto più cupa, meno allegra, più timorosa meno propensa a fidarsi.
Il danno potrebbe causare brividi e tremori quando la fata viene sfiorata.
Inoltre la fata che si trova in tale condizione potrà soffrire di stordimento, panico improvviso, sensi annebbiati o perdita dell’orientamento, specie in luoghi poco affini alla fata stessa.
(es: la fata aurea che si trova al bosco oscuro in questo stato sarà in panico quasi assoluto oppure se si trova in una piazza affollata dove tutti urlano e ci sono rumori forti ed improvvisi perderà più facilmente l'orientamento ed i suoi sensi saranno meno acuti).
Probabilmente nella fata nascerà un senso di diffidenza verso l’essere che le ha strappato le ali o, in gravi casi, anche verso tutta la razza della creatura.
È possibile che dopo la cura la fata sviluppi la paura per il volo.
In queste condizioni la fata non sarà in grado di assumere sembianze umane o di castare qualsiasi incanto (a causa, appunto, del dolore).
Molto probabilmente, comunque, la fata non sopporterà il danno e perirà, non tanto per la ferita, quanto per i danni morali e le ‘ferite’ psichiche che subirà.
Cura: La fata dovrà essere curata dai druidi e dalla vicinanza delle sorelle e l'arto ricrescerà spontaneamente e progressivamente.
Maggiore sarà la serenità che le sorelle conferiranno alla fata, maggiore sarà la velocità della guarigione.
Se la ferita riguarda un’ala, è richiesta la presenza di una altra Fata, affinché compensi l’energia della Fata ferita. L’ala lacerata deve venire bendata con fasce di lino bagnate con infuso di malva e camomilla in parti uguali, non in soluzione alcolica. La remissione avverrà in 5/8 gg. Se l’ala è stata tagliata completamente, essa ricrescerà spontaneamente, ma il processo sarà molto lungo. Per accelerare il processo sono possibili riti per convogliare l’energia delle Fate sane, sulla Fata ferita ed accelerare il processo di ricrescita.

Il tempo in cui gli arti ricresceranno sarà variabile a seconda della gravità e dall'estensione del danno.
Direi che le ali ci metteranno meno tempo a ricrescere piuttosto che un braccio e che un piede ricrescerà più velocemente di una gamba.




DANNI MORALI E MALATTITE: Il motore vitale delle creature fatate è il sentimento, che così giustifica e spiega la mancanza di organi. Tale natura rende le fate molto più vulnerabili per quanto riguarda le variazioni di stato d’animo. Quando avviene un danno corporeo l’effetto della fata è in parte fisico, ma in gran parte morale. Ciò significa che la fata potrà avere come conseguenze, ad un dato evento traumatico, una ripercussione emotivo.



*SPAVENTO: Se il danno è accidentale oppure semplicemente lieve la fata avrà solo per qualche tempo (a sua discrezione) uno stato d’animo particolarmente sensibile, cercherà di prevalenza luoghi protetti, la vicinanza delle sorelle

*PAURA DI VOLARE: Se la fata cade in volo, può – se il danno è grave – sviluppare paura di volare, dunque vertigini, tremore e perdita d’orientamento. Tale stato emotivo può passare da solo dopo qualche giorno o dopo essere stato “curato” dall’aiuto di una sorella che con pazienza e amore l’accompagni in volo.

*DIFFIDENZA: Se la fata viene aggredita direttamente o coinvolta accidentalmente in un aggressione, può sviluppare una naturale diffidenza verso le altre creature o in particolare verso una data razza. Se l’aggressione fosse particolarmente violenta potrebbe diventare FOBIA per l’aggressore o per la razza a cui appartiene, può aver paura persino del luogo ove questo è accaduto






*NOIA: La fata è una creatura perennemente indaffarata, anche nel momento del riposo. Questo stato di perpetua attività è dato dallo spirito della fata quanto anche dalla sua non necessità di riposo fisico. Per questa ragione, una tra le malattie più temute dalle fate è la noia. Tempi: questa patologia può avere dei tempi di decorrenza molto vari, durare un giorno o diverse settimane. Sintomatologia: si manifesta con una perdita di entusiasmo, un calo drastico delle proprie attività o una incapacità a divertirsi. La malattia si manifesta inoltre con un colore più opaco delle ali e un calo di brillantezza della carnagione. Cura: La malattia ha dei tempi di cura estremamente imprevedibili. Può risolversi assistendo ad una scena particolarmente allegra, con l’assunzione di un incarico stimolante, oppure con il semplice dialogo. Ma se la malattia persistesse l’unica cura è la partecipazione della fata alla Ridda. Con questa cerimonia la fata ritrova, tramite il legame di razza e il legame simbiotico che lega le sorelle, uno stimo tanto forte da far svanire la noia.

*SBADATAGGINE: La fata può essere tanto indaffarata da dimenticarsi molte delle piccole cose che compongono il quotidiano, impegni, nomi, discorsi ed eventi successi nel passato recente. Questa piccola sindrome di solito può essere curata se il soggetto è disposto a sacrificare un po’ del suo prezioso tempo per fantasticare e riposare

*IPER ATTIVITÀ: La fata può eccedere nelle proprie attività e non voler rinunciare a nulla ritenendo tutto importante e prioritario. Questa sindrome, che a ben vedere può essere considerata all’opposto della NOIA, comporta che la fata segua un ritmo frenetico nelle sue faccende, non si conceda momenti di gaio e giocoso riposo. Uno dei sintomi di questa malattia è la velocità del parlare della fata, che aumenta fino a risultare quasi incomprensibile, in secondo luogo i modi leggermente più bruschi a cospetto di persone che sembreranno intralciare la sua attività e non ultimo una continua attività motoria. Questa malattia, non può essere considerata grave, poiché tende naturalmente a esaurirsi mano a mano che la fata perde energia. Essa si dissolve andando a far parte dell'ambiente circostante a causa della malattia stessa. La fata sarà guarita quando riuscirà a recuperare tale energia, riposando (non dormendo) in un luogo a contatto con l'elemento della fata stessa finché non recupererà autonomamente le forze esaurite.




VELENI:
veleni che hanno effetto sulle Fate

*CORROSIVI: Sulle fate l'unico effetto possibile con pozioni normali sarà quello corrosivo, che danneggia la pelle (e tutta la materia vivente e non)

*ALTRI: Per creare effetti simili a quelli degli altri veleni, andranno composte delle pozioni specifiche per le fate che dovranno essere almeno di tipo H (sintetico-alchemica) oppure superiore (pozioni alchemiche). Questi veleni difficilmente avranno altri effetti che non siano semplicemente intossicanti sulle altre razze.


MORTE
La morte delle Fate, non come la intendono gli esseri umani, è la definitiva trasmigrazione sul piano astrale: la fata lascia per sempre il piano eterico e riprende la sua forma energetica originale. Puo` avvenire anche in seguito a eventi gravi manifestatisi sul piano eterico e ancor più mentre la fata è in forma umana.

 

2 commenti:

Liza ha detto...

Quante notizie sul mondo delle fate...anche per loro il danno morale è più grave del danno fisico!!!In fondo è anche così per noi umani!!!Ciao,bacioni,Liza

Rosa ha detto...

Ciao Minnie che belle creature, forti e vulnerabili allo stesso tempo, la musica che hai messo introduce come per incanto nel loro mondo, molto pertinente, brava e grazie per farci sognare e imparare nuove cose sul loro conto, ciao buona serata baci rosa