mercoledì 15 settembre 2010

Di tutto il mondo fantastico, quello degli Elfi è sicuramente il popolo più bello.

 
Occhi a mandorla, lineamenti affilati, orecchie a punta hanno grazia, intelligenza e armonia spirituale.


Romantiche creature di luce, popolo di Dana, sono i custodi della natura compito affidatogli dalla stessa Dea Madre della Terra.


Vivono in comunità con un Re o una Regina che li governa.


Traggono l'essenza dai quattro spiriti elementali e grazie a questi si differenziano.

Gli Elfi d'aria sono piccoli, fluttuanti, capriccioso e con la carnagione quasi trasparente.



Corrono spesso in aiuto degli adolescenti presentandosi sotto forma di vapore producendo loro affascinanti sentimenti d'amore.
Obbediscono ad una regina chiamata Sovrana Bianca.



Gli Elfi dell'acqua sono un po' più grandi abitano le conchiglie vuote delle spiagge,
nel fango di fiumi e torrenti, nei fondali di acque stagnanti.


Sono sottoposti alla Regina Domitilla simile ad una ninfea.



Gli Elfi della terra somigliano ai nani ma sono molto più aggraziati. Pelle pallida e luminosa.


Connessi al culto dei defunti, svolgono la funzione di accompagnatori d'anime nell'aldilà.
Indossano una cintura magica per diventare invisibili e sono sotto il sovrano Erlkoening.



Gli Elfi del fuoco sono i più simili agli umani.
Dotati di intelligenza superiore e sorprendenti capacità magiche, hanno capelli luminosissimi biondo oro.


Alleati naturali delle fate e i più benevoli con l'uomo.
Suddivisi in caste, obbediscono ad un sovrano bambino che abita in un "castello di luce" che può rendere i suoi sudditi visibili all'uomo.

sabato 4 settembre 2010



Ballate, ballate fate belle e sgargianti...
Chi le ha viste ballare o non è più tornato, o se  ne è completamente dimenticato.
Il ballo magico delle fate assomiglia molto a quello delle streghe (piuttosto, sapreste dirci  chi tra loro sono nate per prime? Il dubbio permane..). Una danza rituale, ipnotica e carica di simbolismi è quella delle fate.

Circolare come la luna, il mondo ma anche quel sacro cerchio della vita che lasciano disegnato sul campo in cui hanno danzato.Quell'erba prostrata  e smossa dalla ridda delle fate porta con se un carico di mitologia e leggenda che affonda nella notte dei tempi. Il fascino della musica elfica può trascinare, come si racconta, l'uomo in una dipendenza eterna.
Se poi un essere umano entra nel cerchio è obbligato ad unirsi ai saltelli forsennati  di queste creature. Può sembrare che la danza duri solo qualche minuto, o un'ora o due, al massimo una notte intera. In realtà la sua durata rapportata al nostro tempo, è di sette anni (numero cosmico per eccellenza)  o più. Lo sventurato  può però essere salvato da un amico (vero! ) che, tenuto da altri per la giacca, segua la musica, allunghi le mani dentro il cerchio (tenendo un piede fuori) e afferri così  il danzatore. 


Fin qui la leggenda: c'è però una spiegazione naturale a questi Cerchi delle Fate. Pare infatti che si tratti di un micelio di un fungo, meglio conosciuto come Fungo delle Fate (Marasmius oreades) che,  espande le proprie radici in forma circolare facendo nascere decine di altri simili tutt'intorno. 



La scienza moderna ha poi dimostrato che spesso questi cerchi sono antichissimi quanto il Piccolo Popolo: alcuni possono arrivare a più di 600 anni di età.


Oltre a questo, tra i funghi più rappresentativi e conosciuti attribuiti al Piccolo Popolo vi è l'Ovolomalefico (Amanita muscaria),  che ha proprietà tossiche ed allucinogene. Utilizzato dai popoli antichi come allucinogeno, gli sciamani lo consideravano uno strumento indispensabile di mantica di ogni genere.


Le fate come tutte le figure fatate, considerano la Amanita muscaria come un sedile (o trono) su cui adagiarsi comodamente. Sta di fatto che la sua bellezza tinta di rosso e maculata di bianco lo porta ad essere il fungo più rappresentato della storia.
E'probabile che per le sua proprietà tossiche possa essere uno degli ingredienti di molte pozioni magiche. Per gli uomini ovviamente, il pericolo arriva se viene mangiato altrimenti, la sua bellezza è destinata a ravvivare di colore il cupo sottobosco di conifere in cui si trova. Altri funghi sono stati spesso rivendicati dalle fate, ad esempio: il Bastone giallo della Fata (Ditola gialla), il Fragile cappello d'Elfo (Peziza), lo Scuso del Pixie della duna e la Sella della Driade. 
Pertutti il segreto sta nella loro conoscenza. Chi infatti conosce sa anche rispettare, e chi rispetta può evitare spiacevoli conseguenze. 


L'esperienza di coloro che "saggiamente" vanno a funghi, insegna…