mercoledì 17 marzo 2010



The fairies dance round and round

with all my magic dreams
they fly to the skies above
to find the arcane blue.

The dreams of mine are all I have
but are they ever true,
or are the words that call me now
from the arcane blue.

The Queen of Fae turned my world to gold,
and all my dreams are new
I fly in the cloudless skies above,
a sprite of arcane blue.

A questi piccoli esseri luminosi piace molto organizzare delle feste; vanno pazze per la musica e per i balli. Danno grandi feste nei loro castelli e i saloni sono sempre affollati di invitati molto eleganti. Ma le feste più belle, in assoluto, le fate le organizzano nei boschi, al chiaro di luna, quando giocano tra loro con una palla d'oro. In mezzo alle radure dei boschi, in cima ad una collina, oppure su un prato liscio e morbido. E, su questo, la mattina dopo, si troveranno delle piccole tracce: cerchi perfetti, funghi cresciuti all'improvviso. Ma se pensate di poterle vedere mentre ballano al chiaro di luna, guai a voi! Rischiate di fare una bruttissima fine...


sabato 13 marzo 2010


Una delle primissime domande che sorgono studiando queste creature è dove si trovi il Regno delle Fate. Per lungo tempo si è cercato un luogo fisico qui sulla Terra, dove vivessero gli esseri fatati: gli Scozzesi sostenevano che il loro regno fosse a nord delle loro montagne più alte, gli Inglesi pensavano che si trovasse su un'isola, le popolazioni nordiche credevano fosse in una foresta, altri pensavano che si trovasse sotto terra. Oggigiorno, si è giunti alla conclusione che il Regno delle Fate sia un mondo parallelo, che convive accanto al nostro sovrapponendosi ad esso, ma entrando in contatto solo raramente, in luoghi particolarmente magici ed energetici in cui le porte che separano i mondi si possono aprire. In base a quest'ottica, non posso che sposare la tesi di alcuni che identificano il Regno delle Fate con la Terra dei Faerie, che a sua volta è una parte dell'Isola di Avalon.
La vita degli esseri fatati è in genere socialmente regolata in modo gerarchico. Ogni singola comunità, sia che si tratti di poche unità familiari o di gruppi molto vasti, ha un suo Re ed una sua Regina, che a loro volta rispondono del loro operato ad un Gran Re ed una Grande Regina che governano sull'intero mondo feerico.
Esistono tuttavia anche creature di questo regno che amano vivere in completa solitudine, pur non sottraendosi in questo modo alla sovranità del Gran Re e della Grande Regina, come ad esempio i Lepricani.
Nessuno ha mai avuto modo di vedere le case delle creature fatate, si sa che alcune di esse amano vivere nei tronchi cavi degli alberi, tra le rocce, nelle caverne o nell'acqua, ma essendo molto gelose della propria riservatezza e dei loro segreti e tesori, non consentono ad alcuno di individuare esattamente le loro dimore.
Secondo molte leggende, tuttavia, in tutto il mondo esistono delle colline cave al cui interno vivono le Fate proprio come in un enorme palazzo lussuoso. Queste colline si potrebbero individuare perché da esse la notte proviene la musica di feste sfrenate. Tuttavia, i pochi che si sono messi seriamente alla ricerca di queste colline lo hanno fatto col solo intento di derubare gli esseri che le abitavano e nessuno di loro è tornato indenne dalla ricerca o desideroso di diffondere le informazioni scoperte.

giovedì 4 marzo 2010



Gli esseri fatati amano molto l'ordine, l'allegria, la musica, i canti ed i balli, la generosità, sono attratte dagli amanti ed apprezzano le offerte di cibo lasciate per loro all'interno o all'esterno delle case la notte. Essi hanno un codice morale decisamente diverso da quello degli umani. Alcuni sono cattivi di natura ed incontrarli può essere estremamente pericoloso (spesso più sono letali più sono belli ed attraenti nell'aspetto), altri sono solo un po' dispettosi, altri ancora sono amichevoli e addirittura servizievoli. Qualunque sia la loro indole, comunque, si aspettano di essere trattati dagli esseri umani con attenzione e riguardo, ma non ricambiano necessariamente la stessa cortesia. In particolare, essendo in genere creature molto suscettibili e permalose, chiunque le abbia incontrate ha imparato a proprie spese a soppesare bene le parole prima di rivolgersi a loro, onde evitare di offenderle: ad un'offesa, infatti, possono reagire in modo molto dispettoso.
Inoltre, le Fate possono essere meravigliosi membri aggiunti a qualsiasi famiglia che le comprenda e le onori (per onore si intende il non catturarle o metterle in gabbia, per comprensione il restare infantili e desiderosi di imparare): una Fatina in casa non è mai una schiava degli umani, non svolge i compiti quotidiani al posto degli abitanti della casa scelta nè lavora per loro, ma può aiutare in casa e qualsiasi aiuto venga da parte sua è fatto come un regalo

martedì 23 febbraio 2010



………Non Smettere Di Credere Nei Sogni

………Non Smettere Di Credere Nelle Fate

lunedì 22 febbraio 2010



Linguaggio elfico


SALUTI

Ben trovato = mae govannen

Buon (giorno / mattino / pomeriggio / sera) = Quel ( re / amrun / andune/ undome)

Ciao = Aaye

E' passato molto tempo = nae saian luume

Piacere di incontrarti = saesa omentien lle

Saluti (a tutti) = Vedui (iler)

Una stella brillerà sull'ora del nostro incontro = Elen sila lumenn omentilmo


ADDII

Addio = Namaàrie
Buon (giorno/pomeriggio/sera/notte) = Quel (re/andune/lome/du)
Buon riposo = Quel esta
Buon vento = Vanya sulie
Buona caccia = Quel fara
Buona notte = Quel kaima
Che I tuoi sentieri siano verdi = Aa menle nauva calen
Che il tuo cammino sia verde e dorata = Aa menealle nauva calen ar malta
Che il vento riempia le tue vele = Aa isul nora lannelle
Che le foglie del tuo Albero della Vita non ingialliscano = Aa lasser en lle coia orn n' omenta gurtha
Dolci acque e risate leggere fino a quando ci incontreremo = Lissenen ar maskalalaith tenna lye omentuva
Fino a (quando) = Tenna telwan (san)
Fino a domani (quando) = Tenna tulre (san)
Fino al nostro prossimo incontro = Tenna ento lye omenta
Fin quando = Tenna san
Il mio cuore piangerà finchè non ti vedrà di nuovo = Cormamin niuve tenna ta elea lle au

mercoledì 17 febbraio 2010



Le Veela sono Fate mutanti legate all'elemento aria. Sono molto pericolose per gli uomini perché si trasformano in esseri bellissimi e li affascinano, gettandoli in uno stato di totale catatonia in cui si dimenticano di mangiare, bere e dormire fino a rischiare la morte. Se poi riescono a trascinare un uomo nelle danze all'interno di un cerchio di Fate, lo portano alla morte per sfinimento.

domenica 7 febbraio 2010



Le Driadi sono conosciute anche come fate degli alberi, non a caso gli è stato dato questo nome, perchè tali fate si possono trovare solo vicino al loro albero. Secondo antichissimi miti, ogni driade nasceva con un albero da custodire e viveva nell'albero stesso (nel qual caso era detta amadriade), oppure nelle sue immediate vicinanze.

Sono entità molto timide che non si staccano mai dal loro albero, se non per pochi passi. Se per qualsiasi motivo l'albero dovesse morire le Driadi ne seguono il destino mentre le Amadriadi possono allontanarsi.
Quando sei in un bosco e hai la sensazione di essere spiato o seguito potrebbe essere che queste timide fate ti stiano osservando. Se poi vengono sorprese spariscono all’improvviso lasciando ai tuoi piedi una ghianda o un sasso dalla strana forma in regalo e come portafortuna.

venerdì 5 febbraio 2010



Libratevi in alto,

libratevi in basso,

figure delicate

di fate felici!

Il soffio inestinguibile

Di una bellezza imperitura

Spira attraverso

Le magnifiche sfere:

lieta respira

questa cerchia


Richard Wagner

lunedì 1 febbraio 2010


Dai luoghi selvaggi venite,

o fate,

e per qualche istante

a questa terra badate;

venite danzando

dall'ireale collina

per risvegliare il potere

e compiere la volontà divina;

nel mio giardino gioite

e danzate,

possa la sua terra

pollulare di fate!

Erbe, fiori, piante del giardino

liberate ogni spirito divino!

Brillino ovunque

sfere di luce fluttuanti

dalle Terre degli Elfi

belle e lucenti.

Fate,

accogliete il patto

che vi detto,

di onorarvi e trattarvi con rispetto...

giovedì 21 gennaio 2010



I nani raccontano spesso che gli elfi non gli stanno simpatici e Orik era partito con questa convinzione anche se non ne aveva mai visto uno in vita sua. Orik si svegliò un paio d'ore dopo con una fame tremenda e così prese la sua ascia e andò nella foresta lontano dalle abitazioni dove c' erano animali selvatici da cacciare. Doveva stare attento a non farsi vedere da nessun elfo perchè agli elfi non piaceva che gli animali venissero uccisi per il solo scopo di sfamarsi e per questo erano vegetariani. A Orik piaceva molto cacciare con la sua ascia anche se era molto rischioso attaccare un animale feroce da vicino. Orik avvistò un cinghiale e gli si avvicinò con cautela, attento a non fare rumore. Il cinghiale pero' sentì qualcosa e scappò via impaurito. Il problema era che il rumore non proveniva da Orik ma da qualcuno che si trovava dietro un cespuglio davanti a lui. All'improvviso la creatura che si trovava dietro il cespuglio uscì allo scoperto e con lei anche il resto del branco tutt'intorno a Orik. Era un branco di Monbek, delle creature molto pelose, con un muso sporgente con denti aguzzi e la bava che gli cola lungo il mento. Non sono delle creature molto aggressive ma lo diventano quando hanno fame e potrebbero perfino mangiarsi tra di loro. Orik non le aveva mai viste e preso dal panico cominciò ad agitare l'ascia verso di loro, ma le creature continuavano ad avvicinarsi con un movimento lento e costante.

Quando una di loro fu abbastanza vicina afferrò l'ascia di Orik e la lanciò facendola conficcare in un albero. Uno di loro cercò di afferrarlo ma Orik riuscì, sfruttando l'altezza di un nano e la sua agilità, a schivarsi ma subito dopo un'altro lo afferrò per il collo e lo alzò lasciandolo con i piedi a un metro d'altezza. All'improvviso, per un momento, Orik vide con la coda dell'occhio un'ombra che si spostava da un albero a un altro dietro ai Monbek che ormai stavano lottando per il suo possesso. La figura si staccò dall'ombra degli alberi e si avventò sul Monbek che teneva Orik con una spada di cui Orik riuscì a cogliere solo il riflesso della luce. Orik cadde a terra ma si rialzò, schivò i Monbek che si avventavano su di lui e corse a prendere la sua ascia. Quando si girò, pronto a colpire il primo Monbek che gli si parasse davanti, vide che tutti i Monbek erano scappati e che al centro della radura in cui si trovavano c'era la persona che lo aveva salvato, un'elfa.
Era alta, aveva i capelli verdi ed era ricoperta da un armatura lucente. Aveva ancora in mano la spada che gocciolava di sangue ma aveva anche uno scudo e un arco dietro la schiena. Orik le si avvicinò e la ringraziò, sentiva ancora il respiro affannoso dell'elfa ma nonostante ciò iniziò a presentarsi e a chiederli cosa stesse facendo nella terra degli elfi e così Orik le raccontò del suo sogno e scoprì che l'elfa era un Cavaliere di Draghi. L'elfa gli disse che lo avrebbe accompagnato con il suo drago al campo di addestramento per cavalieri. Orik vide lo sguardo dell'elfa perdersi nel nulla ed ebbe la sensazione che stesse parlando mentalmente con qualcun' altro. Ad un tratto vide una macchia nel cielo che si ingrandiva sempre di più fino a mutarsi in un drago dalle squame verdi con dei riflessi bluastri. Quando il drago atterrò Orik fece tre passi in dietro per la grande forza provocata dalle ali del drago. L'elfa montò su con un solo balzo e aiutò Orik a salirci. Quando decollarono provò una grande paura per l'altezza ma stare sul dorso di un drago lo entusiasmava molto e quindi era felice.

(da Orik - Riccardo Belli ed Eric Colombin)

sabato 9 gennaio 2010

augurio per il 2010


Un nuovo anno da affrontare, con tante sfide nuove e scogli da superare...
ma con la voglia di trovare sempre quel pizzico di fantasia e la vena magica che ci renda capaci di volare in un'altra dimensione.
Tanti Auguri e che
i nostri desideri si realizzino tutti

lunedì 28 dicembre 2009

In diverse parti dell’Europa e in Russia, si parla di Fate della Neve.
Piccole creature alate che vivono, a seconda dei luoghi, da sole o in gruppo.
Si dice siano le responsabili dei disegni dei fiocchi di neve e della loro caduta, così come altri tipi di fate lo sarebbero dello sbocciare dei fiori, della loro forma o della coloritura autunnale delle foglie.
Hanno una dolce camminata, silenziosissima, solo nell’assoluto silenzio possono udirsi i loro passi piccoli e leggeri.
Le fate dell'inverno sono davvero splendide.
Sono vestite di lucenti abiti bianchissimi e ali così luminose da sbrilluccicare!
Sono spesso accompagnate da cavalli bianchi dalla lunga criniera fatata. Hanno capelli lisci , biondi, blu o bianchi. E' rarissimo che li abbiano scuri, solo una fata dell'inverno, ogni 5o anni, nasce mora.
Sono le fatine più affascinanti e misteriose del Regno fatato. Hanno un carattere schivo e riservato; amano il silenzio, il buio, la solitudine. E’ difficilissimo incontrare una fata dell'inverno, ma il suo profumo si sente per tutta la stagione: un' essenza di castagno e vischio che dà sensazioni di ghiaccio e fuoco insieme. E' un odore impercettibile, ma così intenso da impregnare l'aria e regalare emozioni di benessere e felicità. Quando all'improvviso, in una giornata nuvolosa e chiara di brina, uscendo di casa, di mattino presto, ci sentiamo improvvisamente avvolte da una stupenda sensazione d’ inverno,e si accende la voglia irrefrenabile di cioccolata calda e caminetto acceso,apriamo gli occhi: una dolcissima fata dell'inverno è intorno a noi,che sparge polvere di neve nell'aria!
(Il bosco di Sellena)

giovedì 3 dicembre 2009


Nelle giornata più fredde d'inverno, quando la neve immacolata colora di bianco tutti i paesi, le campagne e le montagne, si possono scorgere le alate signore dei ghiacci. Bellissime, molto alte, hanno capelli lunghi, gli occhi cambiano colore e diventano blu-ghiaccio in presenza della neve, le ampi ali sono a forma di foglie.

Dolcissime il loro sguardo emana chiarore e purezza come la neve di cui sono le padrone.

Il messaggio che ci portano è il rispetto per la natura e la purezza dell'anima che ogni uomo e ogni donna devono saper coltivare nei loro cuori.

venerdì 6 novembre 2009

Photobucket

Gli esseri fatati di solito sono invisibili agli umani, ma ben percepiti dai gatti. Quando vedete un gatto che sgrana gli occhi e fissa un punto preciso, un po’ allarmato, di sicuro sta guardando un folletto e si aspetta qualche scherzo.
Per poterli vedere occorre un cuore da fanciulli, perché i bambini sono anime semplici e non vedono confini tra realtà e fantasia; un animo gentile, perché gli esseri fatati fuggono istintivamente le persone violente, rozze e volgari; e molto senso dell’umorismo, perché il Piccolo Popolo ama fare dispetti giocosi e prendere un po’ in giro, anche se senza malizia.

E’ più facile vederli all’alba, verso mezzogiorno, al tramonto, e nei giorni più magici, come solstizi, equinozi, Calendimaggio, la festa di mezza estate, la vigilia di Ognissanti. E poi ci vuole l’incantesimo giusto. In Scozia dicono:

Sorbo selvatico legato con filo rosso
e vedrai gli spiriti correre a più non posso

Se questo vi sembra troppo semplice, potete ricorrere all’Incantesimo del Quadrifoglio: mettere nella vostra scarpa sinistra un quadrifoglio e poi legatevi attorno alla fronte una ghirlanda di mirto e trifoglio. Vedrete le Fate non appena sorge la luna.

Devon Scott Il cerchio di fuoco. Storia, mito, folklore e magia dei Celti.

venerdì 30 ottobre 2009

Il mondo reale è molto più piccolo del mondo dell'immaginazione.

Nietzsche

lunedì 12 ottobre 2009

fairy dancing1

Danza selvaggia,
nella notte avviene,
dono alla luna,
musica soave,
violino che infrange il silenzio.
Suonatore pazzo,
che insegue,
una figlia della notte,
meraviglia del creato,
del visibile e dell'invisibile.
Tu che ispiri
tutto ciò che creo,
tu che sei tutto ciò che sogno.
Tu che ogni notte torni da me,
torni a danzare sotto la luna,
a quella dea,
che entrambi onoriamo,
con ciò che sappiam fare,
le poesie e la danza,
tu che la notte,
incanti la natura,
con la tua dolce figura,
la tua serena voce,
meraviglia del creato.

giovedì 3 settembre 2009

Photobucket

Capelli d'argento
sfarfallio di vesti,
selvaggiamente danza al chiaro di luna
le ombre notturne la nascondono
le foreste la accolgono
sfuggente come il vento
concreta come l'acqua

Lei è Morgana la fata del tempo

domenica 26 luglio 2009



Chi non ha mai sognato di trovarsi davanti
a una scala che porti lassù dove finiscono
i sogni di tutti noi?
Io spesso ne salgo i gradini con il cuore leggero
e volo con la fantasia nel
ReGnO_InCaNtAtO
dove tutti i miei sogni diventano realtà.
E' lassù in quel punto luminoso e lontano
che spesso trovo la pace interiore che nel quotidiano mi manca .
Si potrebbe pensare :
" Ma non è realtà a che serve? "
e io vi rispondo: "
Cos'è la vita senza sogni?"
Nulla solo una misera opaca esistenza che scorre piatta e lenta .
Quindi spiego le ali e volo!!!

giovedì 12 marzo 2009

Photobucket

Alla Luna piaceva molto specchiarsi nell'acqua tranquilla del lago incantato del Bosco. Quando era rotonda come una palla, rotolava felice sulle rive erbose; quando era come una falce, navigava sulle onde e giocava con i pesci che, curiosi, saltavano fuori dall'acqua per salutarla. Una sera, la luna si attardò ad ammirarsi così rimase impigliata in un canneto. Cercò di liberarsi dai rami spinosi che la trattenevano, ma più tentava a fuggire e più gli arbusti la tenevano stretta. Era quasi l'alba e la luna non voleva farsi sorprendere dal sole. Chiamò le sue amiche lucciole che dormivano tra le foglie della betulla. Le lucciole accorsero e liberarono la luna dall'abbraccio del canneto. In cambio del loro aiuto, le lucciole chiesero di essere trasformate in fate, "Fate della Luna"...Se qualche volta, guardando la luna piena, vi sembra di vedere uno strano sfarfallio, non è uno scherzo dei vostri occhi, ma sono le Fate della Luna che accompagnano la loro amica nei suoi viaggi nel cielo e tra le stelle...
Esprimete un desiderio: le Fate della Luna lo esaudiranno.

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