mercoledì 18 agosto 2010

Le fate e gli elfi musicisti possiedono un'abilità magica. Molte arie e canzoni note in tutto il mondo traggono origine dal Regno delle Fate. Il motivo di Londonderry è una di queste melodie.
Elfi e fate amano appassionatamente la musica tanto che, per il loro talento i musicisti più eminenti corrono spesso il rischio di essere adescati nella terra delle Fate.
Si sa che le melodie delle fate sono belle e tristi e nello stesso tempo selvagge e capricciose e che esercitano un fascino fatale sui mortali. Una malinconica aria elfica può cullare l'ascoltatore in un sonno infausto; nel migliore dei casi può trascinarlo in un triste oblio in cui sentirà per sempre la vaga musica struggente, costante presenza dell'irraggiungibile.
Morgan Gwilym che vide le fate e udì la loro musica spegnersi in lontananza, fu in grado di ricordarsi solo (per fortuna) le note finali che, disse, suonavano così:
Gli elfi e le fate suonano una gran varietà di strumenti: violino, arpa, tamburello, cembalo e scacciapensieri.


Con passione simile a quella per la musica elfi e fate buoni e cattivi adorano la danza. Il tipo più comune è una specie di danza circolare in cui queste creature saltano e si contorcono in un turbinio selvaggio.
Gli esseri umani che partecipano alle feste delle fate devono stare in guardia perchè questa danza può provocare una malattia devastante...

da Fate di B. Froud e A. Lee

(per una magico ascolto mettere in pausa Playlist)

lunedì 9 agosto 2010

Caratteristiche delle fate  parte 2

ANATOMIA ESTERNA:
Testa: Gli occhi sono vispi e di colori brillanti e possono assumere tutte le tonalità. I lineamenti del volto sono sempre molto morbidi e rendono le fate particolarmente belle. I capelli sono finissimi, setosi e luminosi. 




Tronco: Longilineo, magro e sempre ben proporzionato in ogni sua parte.

Arti: Esili ed eleganti sia i superiori che gli inferiori.

Ali: Fragili come quelle di una farfalla, le ali delle fate ne hanno spesso anche se sembianze. Le colorazioni sono allegre, brillanti, in alcuni casi addirittura cangianti con il carattere e sempre dei colori dei fiori. Il colore può essere molto intenso o tendere alla trasparenza. (spariscono in sembianze umane). 



Epidermide: Liscia, setosa e di un rosa tenue e candido.

Varie: In forma astrale non c`è altro aspetto esteriore se non quello di energia. In forma umana ed eterica le caratteristiche di testa, tronco, arti ed epidermide sono le stesse.


CARATTERISTICHE GENERALI:
Longevità: Essendo energia non risentono di invecchiamento causato dall`avanzare degli anni e sono perciò assai longeve. L’età delle Fate è psicologica, basata sulle sue esperienze e pertanto non fisica. Muoiono quando naturalmente (spesso per scelta della stessa fata) l`energia improvvisamente si indebolisce sul piano reale fino a disperdersi sul piano astrale.

Nascita: La Fata è sostanzialmente costituita da Energia, e viene concepita asessuata sul piano astrale. E` poi un evento naturale, solitamente, a far sì che la Fata nasca anche sul piano Eterico, ossia nel mondo umano. La luce del sole che si riflette su di un filo di una ragnatela appena tessuta, la spuma di un`onda del mare che s`infrange sulla riva sabbiosa, il bagliore di un lampo che squarcia il cielo, la foglia che viene separata dal suo ramo dal vento del Nord, una risata cristallina, una lacrima di vera gioia, insomma un evento deciso dalla natura fa sì che la Fata nasca. In genere non si può prevedere: una Fata nasce nel modo più strano o più semplice e nel momento più inaspettato. Vi è poi un altro modo con cui la Fata può nascere sul piano Eterico, ossia dall`unione di esseri, un maschio ed una femmina (almeno uno dei due deve essere di razza `Fata`): l`unione non è intesa nel senso umano del termine, ma poiché una Fata è sostanzialmente fatta di energia, nel momento in cui due scintille di energia si incontrano viene generata una nuova Fata.



Carattere: Vi sono Fate che risaltano sulle altre per la loro allegria, contagiando spesso chi sta loro intorno. Alcune sono sensuali, accattivanti, amano mettere in imbarazzo le persone. Vi sono anche quelle malinconiche per natura, delicate, fragili più delle altre, sono fate buone per eccellenza. Altre ancora sono sincere romantiche e sognatrici. Poi vi sono quelle dispettose, diffidenti, scaltre, vanitose, seduttrici e convincenti.


Note Generiche Esplicative:
Le fate non mangiano, non bevono, non respirano... ma simulano tutti questi atti normalmente. Pertanto l`inalare che per un umano è di aria, per le fate sarà di energia ; stesso dicasi per il cibarsi, non ne hanno bisogno per vivere... ma capita che lo facciano per piacere o per integrarsi alla comunità. Quanto ingerito da una fata, verrà semplicemente trasformato in energia (quale ogni cosa è) senza bisogno di un apparato digerente, come per esempio nell`umano. Ovviamente ferendo una fata non sgorgherà sangue... ma, se in forma umana, sarà l`energia a prendere agli occhi la sembianza del sangue. Così come bucando un palloncino ne esce aria... così come strizzando una spugna intrisa d`acqua, l`acqua ne fuoriuscirà. Allo stesso modo non c`e` un cuore che si ferma... ma una energia che disperdendosi... si esaurisce. Nelle descrizioni anatomiche dove è indicato analogo a quello umano si intende che appare ad un osservatore in tutto simile a quanto apparirebbe osservando un essere umano.


DANNI E MALATTIE

La fata è una creatura essenzialmente magica.
Il suo corpo è composto da linfa vitale e questa sua caratteristica la distingue dalla maggior parte delle altre creature.
La natura peculiare della fata si traduce in alcuni caratteri fisiologici ben determinati. Non avendo una natura fisica non possiede organi interni, dunque tutte quelle funzioni legate ad un apparato fisico vengono a mancare (vedere sezioni fisiologia). Per questa ragione si può dedurre che molte delle malattie di cui possono soffrire le creature sono estranee all’organismo della fata. Sono da escludersi dunque tutte le malattie legate ad un organo in particolare, al sistema nervoso, sangue (che le fate non possiedono naturalmente), sono immuni alla maggior parte di veleni (non tutti), non possono rimanere soffocate, non possono annegare. Bisogna far notare inoltre che questi elementi non possono essere nocivi alla fata in forma umana, poiché alla minima alterazione ritorna in maniera subitanea in forma eterea. Dunque il danno eventuale incorso in forma umana si tradurrà in una perdita di energia e linfa nella forma eterea. Con questo si passa a quello che invece può capitare alla fata.


DANNI FISICI: Con danni corporei si intendono tutti gli effetti negativi provocati alla fata in forma eterea o non, dati da urto, taglio, percossa, caduta etc. La perdita di linfa vitale produce nella fata una perdita di energia (punti salute), e un indebolimento generale che la porterà a una drastica diminuzione di capacità di concentrazione. Una fata in forma umana che viene ferita riprende immediatamente forma eterea.

*CONTUSIONE: danni da botta generalmente non hanno per la fata gravi conseguenze, poiché non possiede organi interni che possano essere lesionati. La fata generalmente svilupperà il corrispettivo di un ematoma, nella zona interessata, che assumerà il colore del suo elemento di appartenenza. Se a essere ferite saranno le ali, la fata non potrà volare per un numero di giorni variabile
Cura: Lasciare a contatto della parte contusa l'elemento di appartenenza della fata Unguento dei Druidi (da stabilirsi)

*TAGLIO: Le ferite da taglio presuppongono una lacerazione della pelle della fata, in questo caso, a meno che l’incisione non abbia come conseguenza l’amputazione di un arto, la ferita tenderà a rimarginarsi se piccola, altrimenti rimarrà aperta con la conseguente fuoriuscita di linfa vitale, portando fiacchezza e indebolimento via via più marcato. Se si riesce ad arrestare la perdita di linfa rimarrà solo una ferita del colore tipico della famiglia di appartenenza della fata: se Aurea giallo oro, se Banshee nero, blu scuro o viola, se Naturale Azzurro per le fate d’Acqua, grigio per quelle dell’Aria, rosso o arancio per quelle del Fuoco e verde o marrone per quelle di Terra.
Cura: Per bloccare la perdita di linfa vitale: Occorre che venga posto a contatto con la ferita l’elemento a cui la fata appartiene, acqua, terra, fuoco, aria (basta un soffio), una pietra o oggetto d’oro, e una pietra nera (ossidiana)

*USTIONE: Il fuoco o un elemento incandescente può provocare una lesione superficiale della pelle della fata. Se lieve si manifesterà in maniera simile a quella del livido, se grave simile a quella di un’escoriazione da taglio. Le fate del Fuoco ne sono immuni.
Cura: Per le bruciature leggere basta una pomata specifica dei druidi. Per una patologia più grave bisogna lasciare a contatto con la ferita il proprio elemento di appartenenza.

*MUTILAZIONI e ALI STRAPPATE:
Le Fate sono creature esterne al puro piano fisico della realtà. Esse sono composte da energia, non da carne ed ossa come gli 'Alti'. Proprio per questo motivo la rigenerazione del corpo è per loro possibile.
Le lesioni agli arti o al derma necessitano delle medesime cure usate per le altre razze viventi. E’ consigliato l’uso di materiali di origine vegetale sia nei medicamenti che nelle fasciature. Remissione rapida e spesso senza segni di cicatrizzazione, soprattutto per eventi subiti sul piano eterico. 

La mutilazione di un arto (gambe o piedi, braccia o mani, coda ecc) o delle ali comporterà dapprima un certo dolore fisico nella fata perchè, pur non avendo organi interni o un sistema nervoso, la fata percepirà la mancanza dell'arto' e ne soffrirà... Inoltre la perdita di linfa vitale dalla ferita lascerà la fata sempre più debole e stanca.
I danni maggiori saranno, in ogni caso,i danni morali o spirituali, causati dai sentimenti negativi che percepirà la Fata.
Tali danni si manifesteranno sia sul corpo che sul carattere della fata.
Per quanto riguarda il corpo: la carnagione, gli occhi e l’aura saranno opachi, i capelli sfibrati. L’aura smetterà di brillare oppure comparirà all’improvviso nei momenti di sentimento intenso.
Per quanto riguarda il carattere: la fata risulterà molto più cupa, meno allegra, più timorosa meno propensa a fidarsi.
Il danno potrebbe causare brividi e tremori quando la fata viene sfiorata.
Inoltre la fata che si trova in tale condizione potrà soffrire di stordimento, panico improvviso, sensi annebbiati o perdita dell’orientamento, specie in luoghi poco affini alla fata stessa.
(es: la fata aurea che si trova al bosco oscuro in questo stato sarà in panico quasi assoluto oppure se si trova in una piazza affollata dove tutti urlano e ci sono rumori forti ed improvvisi perderà più facilmente l'orientamento ed i suoi sensi saranno meno acuti).
Probabilmente nella fata nascerà un senso di diffidenza verso l’essere che le ha strappato le ali o, in gravi casi, anche verso tutta la razza della creatura.
È possibile che dopo la cura la fata sviluppi la paura per il volo.
In queste condizioni la fata non sarà in grado di assumere sembianze umane o di castare qualsiasi incanto (a causa, appunto, del dolore).
Molto probabilmente, comunque, la fata non sopporterà il danno e perirà, non tanto per la ferita, quanto per i danni morali e le ‘ferite’ psichiche che subirà.
Cura: La fata dovrà essere curata dai druidi e dalla vicinanza delle sorelle e l'arto ricrescerà spontaneamente e progressivamente.
Maggiore sarà la serenità che le sorelle conferiranno alla fata, maggiore sarà la velocità della guarigione.
Se la ferita riguarda un’ala, è richiesta la presenza di una altra Fata, affinché compensi l’energia della Fata ferita. L’ala lacerata deve venire bendata con fasce di lino bagnate con infuso di malva e camomilla in parti uguali, non in soluzione alcolica. La remissione avverrà in 5/8 gg. Se l’ala è stata tagliata completamente, essa ricrescerà spontaneamente, ma il processo sarà molto lungo. Per accelerare il processo sono possibili riti per convogliare l’energia delle Fate sane, sulla Fata ferita ed accelerare il processo di ricrescita.

Il tempo in cui gli arti ricresceranno sarà variabile a seconda della gravità e dall'estensione del danno.
Direi che le ali ci metteranno meno tempo a ricrescere piuttosto che un braccio e che un piede ricrescerà più velocemente di una gamba.




DANNI MORALI E MALATTITE: Il motore vitale delle creature fatate è il sentimento, che così giustifica e spiega la mancanza di organi. Tale natura rende le fate molto più vulnerabili per quanto riguarda le variazioni di stato d’animo. Quando avviene un danno corporeo l’effetto della fata è in parte fisico, ma in gran parte morale. Ciò significa che la fata potrà avere come conseguenze, ad un dato evento traumatico, una ripercussione emotivo.



*SPAVENTO: Se il danno è accidentale oppure semplicemente lieve la fata avrà solo per qualche tempo (a sua discrezione) uno stato d’animo particolarmente sensibile, cercherà di prevalenza luoghi protetti, la vicinanza delle sorelle

*PAURA DI VOLARE: Se la fata cade in volo, può – se il danno è grave – sviluppare paura di volare, dunque vertigini, tremore e perdita d’orientamento. Tale stato emotivo può passare da solo dopo qualche giorno o dopo essere stato “curato” dall’aiuto di una sorella che con pazienza e amore l’accompagni in volo.

*DIFFIDENZA: Se la fata viene aggredita direttamente o coinvolta accidentalmente in un aggressione, può sviluppare una naturale diffidenza verso le altre creature o in particolare verso una data razza. Se l’aggressione fosse particolarmente violenta potrebbe diventare FOBIA per l’aggressore o per la razza a cui appartiene, può aver paura persino del luogo ove questo è accaduto






*NOIA: La fata è una creatura perennemente indaffarata, anche nel momento del riposo. Questo stato di perpetua attività è dato dallo spirito della fata quanto anche dalla sua non necessità di riposo fisico. Per questa ragione, una tra le malattie più temute dalle fate è la noia. Tempi: questa patologia può avere dei tempi di decorrenza molto vari, durare un giorno o diverse settimane. Sintomatologia: si manifesta con una perdita di entusiasmo, un calo drastico delle proprie attività o una incapacità a divertirsi. La malattia si manifesta inoltre con un colore più opaco delle ali e un calo di brillantezza della carnagione. Cura: La malattia ha dei tempi di cura estremamente imprevedibili. Può risolversi assistendo ad una scena particolarmente allegra, con l’assunzione di un incarico stimolante, oppure con il semplice dialogo. Ma se la malattia persistesse l’unica cura è la partecipazione della fata alla Ridda. Con questa cerimonia la fata ritrova, tramite il legame di razza e il legame simbiotico che lega le sorelle, uno stimo tanto forte da far svanire la noia.

*SBADATAGGINE: La fata può essere tanto indaffarata da dimenticarsi molte delle piccole cose che compongono il quotidiano, impegni, nomi, discorsi ed eventi successi nel passato recente. Questa piccola sindrome di solito può essere curata se il soggetto è disposto a sacrificare un po’ del suo prezioso tempo per fantasticare e riposare

*IPER ATTIVITÀ: La fata può eccedere nelle proprie attività e non voler rinunciare a nulla ritenendo tutto importante e prioritario. Questa sindrome, che a ben vedere può essere considerata all’opposto della NOIA, comporta che la fata segua un ritmo frenetico nelle sue faccende, non si conceda momenti di gaio e giocoso riposo. Uno dei sintomi di questa malattia è la velocità del parlare della fata, che aumenta fino a risultare quasi incomprensibile, in secondo luogo i modi leggermente più bruschi a cospetto di persone che sembreranno intralciare la sua attività e non ultimo una continua attività motoria. Questa malattia, non può essere considerata grave, poiché tende naturalmente a esaurirsi mano a mano che la fata perde energia. Essa si dissolve andando a far parte dell'ambiente circostante a causa della malattia stessa. La fata sarà guarita quando riuscirà a recuperare tale energia, riposando (non dormendo) in un luogo a contatto con l'elemento della fata stessa finché non recupererà autonomamente le forze esaurite.




VELENI:
veleni che hanno effetto sulle Fate

*CORROSIVI: Sulle fate l'unico effetto possibile con pozioni normali sarà quello corrosivo, che danneggia la pelle (e tutta la materia vivente e non)

*ALTRI: Per creare effetti simili a quelli degli altri veleni, andranno composte delle pozioni specifiche per le fate che dovranno essere almeno di tipo H (sintetico-alchemica) oppure superiore (pozioni alchemiche). Questi veleni difficilmente avranno altri effetti che non siano semplicemente intossicanti sulle altre razze.


MORTE
La morte delle Fate, non come la intendono gli esseri umani, è la definitiva trasmigrazione sul piano astrale: la fata lascia per sempre il piano eterico e riprende la sua forma energetica originale. Puo` avvenire anche in seguito a eventi gravi manifestatisi sul piano eterico e ancor più mentre la fata è in forma umana.

 

mercoledì 4 agosto 2010

Le fate sono creature di pura energia, non condividono la natura materiale della maggior parte delle razze.

Quando nascono sono in forma astrale, piccole lucine danzanti, stelline luminose, piccole fiammelle mosse dal vento e non sono dotate di parola nè di forma precisa.



Le fate assumono questa forma assai raramente: nel momento della nascita sino alla formazione del corpo etereo, per un periodo di tre mesi crica (un mese e mezzo in tempo reale), quasi mai nel corso della loro vita ed infine alla loro morte, quando piano piano la loro essenza si disgrega e va a partecipare all’essenza della Natura, riunendosi alla terra: dissolta, come piccoli atomi impazziti che andranno a far parte dell'aria, dell'acqua, del fuoco.. a tutto ciò che è la natura, cedendo duque, la propria energia al cuore della Terra.


Solo in un secondo tempo acquistano la loro natura eterea. Le fate appaiono come piccoli esseri antropomorfi, dagli arti non sempre proporzionati tra loro, hanno orecchie a punta e ali che variano per dimensione e colore in relazione alla famiglia di appartenenza, così come la loro carnagione. Sono di corporatura esile, estremamente minute, alte circa 30 centimetri. Il loro aspetto in definitiva non dev’essere pensato come quello di un umano in miniatura quanto un essere vagamente inquietante e non sempre rassicurante, proprio per la stranezza del suo aspetto.
Basti pensare agli occhi dai vari e strani colori, la testa leggermente sproporzionata rispetto alle dimensioni del corpo, le gambe lunghe e il corpo diafano.




In linea di massima le orecchie delle fate sono appuntite e relativamente rigide; in alcuni casi, tuttavia, vi sono fate con orecchie un pochino più morbide e lunghe che possiedono la capacità di muoverle lievemente.


Le fate hanno la capacità di assumere sembianze umane. Questa trasformazione richiede molta concentrazione da parte della fata e ha una durata breve. Quando una fata assume sembianze umane può variare le proprie caratteristiche fisiche, apparendo con un’età indefinibile e compresa tra l’infanzia e la vecchiaia




"L'essere non faerico che osserverà la fata che utilizza tale incanto non potrà essere certo di ciò che vede e di ciò che avrà visto: un attimo noterà dei dettagli che l'attimo dopo non vedrà più... subito gli sembrerà di aver scorto caratteristiche che poi sembreranno cambiare, non rendendo possibile fissarla in una descrizione precisa. Questo lascerà nell'interlocutore un senso inappagato, quasi mancasse qualcosa, come se ci fosse un chè di sbagliato che però l’essere che non appartiene alla razza faerica non riuscirà definire o a comprendere fino in fondo. Per questo non sarà neanche in grado di descrivere la persona con cui ha parlato, arrivando talvolta persino a credersi pazzo, a pensare di non aver mai visto quella persona che non sa se definire fanciulla, bambina o vecchia.”


ETA' MASSIMA RAGGIUNGIBILE: 800 anni

ALTEZZA: massimo 30 cm

PESO: fino a 200 g


SENSI: Vista, Udito, Olfatto: Sviluppati
Vista: La vista varia in maniera graduale tra due estremi rappresentati dalle Fate Auree da una parte, che vedono in maniera perfetta con la luce, e le Banshee che vedono al buio ma che in compenso non amano la luce diretta.
Udito: Molto acuto, soprattutto se calate nel loro habitat.
Olfatto: Sviluppato, riescono ad identificare dagli odori le bacche, il polline etc.
Tatto: Posseggono il senso del tatto.
Gusto: Possono assaggiare, ma non mangiare, dunque possono gustare propriamente solo per suzione.
Nota: Le Banshee possiedono l'infravisione


CUORE : Presente, di energia
All’interno del corpo delle Fate non vi sono organi interni come in quello degli esseri umani.
Vi è però qualcosa di simile al cuore nel petto delle Faerie: vi è infatti un centro ardente e pulsante che fa scorrere nel corpo energia e correnti vitali; un punto costituito d'energia, sentimento e linfa vitale, diafano, dove i sentimenti vanno ad addensarsi sino a generare una sorta di organo.
Il cuore della Fata ha la capacità di pulsare in sincronia con quello di altri esseri viventi, con quello delle piante o degli animali così da poter entrare in comunicazione. Le Fate hanno un potere ritmico che è quello di potersi adattare agli esseri che si trovano loro accanto.
Quest’organo non è una struttura organica fisica, ma è da immaginarsi come un punto vitale, un centro da cui si irradia energia e sentimento; una stellina luminosa al centro del petto che pulsa veloce. Esso è un punto dove l’energia di cui è fatta la Fata è più intensa e da cui si espande per dare forma e densità al corpo della Fata.
Non essendo un organo fisico non può essere colpito in modo tale da danneggiare particolarmente la Fata: se essa verrà colpita al centro del petto subirà i danni derivanti dalla ferita senza ulteriori conseguenze.

SONNO: Assente

ALIMENTAZIONE: Assente
La fata non possiede organi digestivi, né è soggetta a stimoli di necessità come fame o sete

RESPIRAZIONE: Assente
La fata respira quasi per un ricircolo di aria, ma propriamente non possiede vie respiratorie poiché non necessita di aria per la propria sussistenza. L’aria passa dal suo naso o dalla sua bocca quasi come in un flauto, e serve semplicemente per parlare, soffiare o cantare. Per questa ragione non può essere soffocata

PIANGERE: Presente
La lacrima di una fata, viene immaginata come una piccola stilla d'energia che ricorda appunto la figura di una lacrima. Queste sono reali e magiche nello stesso tempo.
Ovviamente la fata per anatomia non possiede alcuna ghiandola lacrimale.
Ma, come è vero che possiede una forma antropomorfa tangibile, ella riesce a formare delle lacrime in momenti di particolare gioia o dolore come manifestazione del loro stato d'animo.
La particolarità di queste lacrime, è appunto quella di consistere in una manifestazione magica generata da un sentimento.

PROCREAZIONE: Solo per sentimento
La fata non ha organi genitali, non può compiere atti sessuali, non percepisce alcuno stimolo di attrazione per altri esseri. Essendo una creatura psichica prova attrazione e repulsione solo per la parte spirituale delle creature, e può ingravidarsi senza atto alcuno, solo se ama e viene amata intensamente come frutto di un amore platonico, così da rimanere ingravidata da un sentimento. Dopo tre mesi partorirà senza dolore o doglie sempre e solo una fata in forma astrale. (La fata saprà naturalmente di essere in stato di attesa, dato che percepirà la presenza della futura creatura tramite il sentimento che le trasmette.)



VOLARE: Presente (tranne Fate dell'Acqua)
Le Fate possono volare e possono raggiungere diverse altezze. Non vi sono limitazioni riguardo all'altezza che esse possono percorrere. Esse non necessitano di respirare, quindi non avrebbero nemmeno il problema dell'eccessiva altitudine. Un probleme, invece, potrebbe essere costituito dal non aver più energia dopo lunghi voli senza mai riprender le forze, lontane dal proprio elemento.
Inoltre le Fate delle diverse Famiglie proveranno più o meno desiderio di volare in alto (senza che vi sia in questo una vera e propria limitazione): le Fate dell'Aria, ad esempio, sono quelle più attratte dalle altitudini, quelle che proveranno maggiore istinto di spiccare il volo; mentre quelle di Terra sarebbero riluttanti a lasciare il proprio elemento. Le Fate dell'acqua non possono volare ma solo compiere grandi balzi. Quelle auree e del fuoco, invece, potrebbero essere attratte dal volare verso il sole; mentre le banshee preferiranno volare nelle notti buie.

NUOTARE: Solo le Fate d’Acqua
Le fate non possiedono propriamente la capacità di nuotare tranne le fate d’acqua, non possono affogare poiché non possiedono vie respiratorie. Se una fata non d’acqua viene immersa nell’acqua non riuscirà a coordinare il proprio corpo se il fondale è profondo, se l’acqua è bassa semplicemente proverà ripulsione e istintivamente cercherà di uscire subito.

RESISTENZA CALDO/ FREDDO: Presente
Le fate non risentono del caldo e del freddo a meno che essi non siano eccessivi. Ovviamente le Fate del Fuoco hanno maggiore resistenza al caldo.

Laehel

lunedì 26 luglio 2010


FATA: Spirito, olà! dimmi un po' dove vai?
FOLLETTO: Su monti e vallate, fra i pruni e le fronde, su parchi e steccate, per fiamme, per onde, vago ognor, più che la sfera della luna, a vol leggiera; per servir la reginetta, colla guazza, fra l'erbetta, i suoi cerchi d'orme irroro.
Scortan lei, in assise d'oro, dell'auricola i fiorellini; le lor chiazze son rubini, sono efelidi odorate, cari doni delle fate.
Le stille di rugiada ho da cercare, le orecchie delle auricole a imperlare.
FATA: Addio, sguaiato spirito, vo via:
viene cogli elfi la regina mia.
FOLLETTO: Stanotte qui gran festa avrà il Sovrano; badi Titania di restar lontano.
Oberone dall'ira è quasi pazzo, perché lei, come paggio, ha un bel ragazzo che a un principe dell'India fu rapito, ed è il suo più soave favorito.
Questi il geloso re vorrebbe avere, fargli batter le selve qual scudiere.
Ella a forza trattiene ii giovinetto, l'inghirlanda di fiori, e ogni diletto ripone in lui che fa il suo cor beato.
Ed or non più nel bosco, né sul prato, or non più presso chiare fontanelle, né al lume brillantato delle stelle, incontransi que' due senz'aspre liti; onde i lor elfi, tutti impauriti, in cupole di ghiande lesti vanno a rannicchiarsi, ed ivi ascosi stanno.
FATA: O io travedo in te forma ed aspetto, o sei l'astuto e maligno folletto che chiamano Bertino Buontempone.
Non sei tu forse chi desta apprensione tra le fanciulle del villaggio, affanna a volte nella mola, il latte spanna dalla massaia ansante rimestare fa la zangola invan; né fermentare lascia la birra; e a notte i peregrini svia, per ridere poi di quei meschini?
Se un ti chiama "Bertin, folletto caro", tu stesso il suo lavor gli metti in paro, e provvedi sia sempre fortunato.
Dimmi, sei lui?
FOLLETTO: Hai proprio indovinato; io sono quel nottambulo burlone.
Faccio il giullare pel mio re Oberone; e ride lui, se stallon ben nutrito di fave inganno, imitando il nitrito della puledra. Entro il boccal m'acquatto, di mela cotta in guisa, a volte, e scatto in bocca alla comare, quando beve, e lei la birra rovesciarsi deve sulla giogaia vizza. Assai tremende storie narrando, savia zia mi prende a volte per un trespolo: di sotto, ecco, le sfuggo, lei casca di botto, e "birba" strilla fra colpi di tosse; tengonsi i fianchi, prorompendo in grosse risate, allora, e gongolan gli astanti, e starnutano, e giuran tutti quanti, che non mai più bell'ora hanno passata.
Ohè, largo: arriva il mio sovrano, fata!
FATA: Ed ecco pure la sovrana mia.
Or voglia il cielo ch'egli vada via!
  
W. Shakespeare "Sogno di una notte di mezza estate"

lunedì 19 luglio 2010

Come contattare una fata
La meditazione è un modo per entrare in contatto con le fate. Per fare questo, dovresti andare in un posto dove puoi rilassarti senza che nessuno ti disturbi. Spegni il telefono e se necessario chiudi la porta.Mettiti in una posizione comoda, preferibilmente seduta perchè se ti sdrai rischi di addormentarti. Chiudi gli occhi e respira lentamente. Immagina il tuo corpo rilassarsi, inizia dai piedi fino ad arrivare alla testa. Rilassati. Quando sei rilassato immagina te stesso in un giardino, in una foresta o vicino ad un fiume. Chiedi alle fate di mostrarsi e di loro che non hai cattive intenzioni, che vuoi solo parlare. Questo può richiedere tempo, quando le fate ti crederanno si faranno vedere. Sta sempre attento quando contatti una fata... tieni con te degli amuleti protettivi.... potresti imbatterti in una fata violenta! Non tutte le fate sono creature dolci e generose. Mentre mediti immaginati un giardino o una valle meglio che puoi. Devi riuscire a sentire i profumi dei fiori che ti circondano. Cammina e cerca una linea verde scuro. Quando l'hai trovata seguila e mentre cammini pensa che vorresti incontrare le fate gentili per parlare e che non vuoi fargli del male. Quando trovi un posto che ti piace siediti e aspetta... parla alle fate. Chiedi di vedere le fate buone e loro verranno, se ti credono.

venerdì 16 luglio 2010



Incantesimo dell'aurora boreale

Quando il firmamento è illuminato da fenomeni meteorologici e le Allegre Ballerine (così sono chiamate nella, tradizione popolare, le luci dell'Aurora Boreale ) indossano le loro graziose vesti multicolori per far festa nella cortina del cielo notturno fino a quando la loro allegria diventa frenesia, allora l'Aurora Boreale viene a comunicarvi che la sera è carica di fuoco e di magia, e la stagione degli incantesimi è arrivata.
Cercate quindi di farvi salire una gatta (meglio se nera) in grembo e sedete in giardino soli con lei, accarezzandola fino a quando il suo manto brilla e lei fa le fusa soddisfatta. Tenete a portata di mano una piccola tazza con del vino e, non appena l'animale si stiracchia, tracciategli un segno della croce sulla testa, quindi fate lo stesso su di voi.
Afferrategli con delicatezza la punta della coda e passatevela velocemente tre volte sull'occhio sinistro, quindi sul destro, dicendo:

Elfi della notte, i miei occhi incantate,
che di veder mi sia dato
con luna o sole il vostro aspetto fatato;
per questa magia e questo segno
io vi prego, favorite il mio disegno.


Lasciate il micio entrare furtivamente nella vostra camera a contemplare dalla finestra la luna, le stelle e tutte le magiche luci del cielo. Se avete incontrato il favore delle Fate, quella notte vi giungeranno sogni mistici, e in seguito inizierete a vedere il Piccolo Popolo gioire e far festa. Vi accadrà dapprima in modo velato, poi in maniera sempre più chiara e lucida man mano che l'incanto delle Fate benedirà più profondamente la vostra vista interiore.

lunedì 24 maggio 2010

Le Fate della Notte sono esperte nel preparare una pozione magica
Durante una notte di Luna calante, periodo ottimo per gli incanti volti all’allontanamento delle negatività, è stato riempito un calderone con neve raccolta durante la prima caduta autunnale, che al contatto con i raggi della Luna brillava di una luce quasi azzurrina. La neve si è sciolta quasi immediatamente, divenendo acqua, poiché il calderone era già caldo grazie alla fiamma ardente sotto di esso. In seguito sono stati inseriti i seguenti ingredienti:

- 5 Fili di Luce: 
Magica pianta creazione delle Streghe Erbane, derivante dalla comune Vite, il cui potere è emettere luce durante la notte, dopo esser stata a contatto con i raggi solari durante il giorno;
- Polvere di Lucciole essiccate: 
affinchè la loro capacità di illuminare il cammino venga trasferita alla Pozione;
- 3 pietre di Fluorite: 
questo minerale trasparente, dalle delicate venature colorate di viola e verde, è capace di illuminarsi se viene esposto ad una particolare fonte di luce;
- 3 Candele accese: 
a simboleggiare la luce che esse portano con sé;
- 1 pietra di Luna: 
affinchè essa crei un contatto tra il composto e l’Astro di cui è rappresentante assoluta.

Successivamente la polvere è stata gettata all’interno del calderone, come ultimo e fondamentale ingrediente per concludere la Pozione, che man mano è stata girata in senso orario, all’aggiunta di ogni ingrediente, usando un mestolo di rame.

Ed in quel momento è stata recitata la formula magica di invocazione, ripetuta poi da tutte le Streghe presenti:

In questa magica notte fatata
Di neve ho gettato una manciata
Gli ingredienti sparsi nel calderone
Hanno fatto sì che creassi la Pozione.
Fili di luce, pietre, candele e lucciole essiccate
Con grande cura e dovizia misurate
Saranno utili all’incanto che ora invoco
In questa sera e davanti a questo fuoco.
Possano i raggi della Luna donare la magia:
Che questa polvere risplenda e così sia!


Il composto all’interno del calderone si è illuminato di un’intensa luce argentata come quella dei raggi lunari, vorticando fino ad esplodere. In seguito all’esplosione, all’interno del paiolo è rimasta solo la polvere delle Fate della Notte, che risplendeva di una luce quasi abbagliante color argento. Questa è stata raccolta e posta dentro un'ampolla, per essere in futuro travasata all'interno di ogni ciondolo delle Fate. Il rito si è così concluso e, grazie ad esso, d’ora in poi la magica polvere incantata risplenderà dall’interno dei ciondoli ogni volta che un raggio di luna la lambirà.


domenica 2 maggio 2010



In un angolino del bosco che nessun altro eguaglia in bellezza, lontano da città e da villaggi,vi è il regno degli Elfi. Questi hanno le loro casette costruite tra tronchi. Sulla vetta della più alta betulla vi è il palazzo della Regina che, dal suo dominante castello, abbraccia con lo sguardo tutto il suo regno. La Regina delgli Elfi è la più splendida creatura che si possa immaginare: ha lunghe chiome dai riflessi d'oro e grandi occhi azzurri. Le sue vesti sono opera dei più abili ragni della foresta, che tessono per lei sottilissimi veli. Questa Sovrana possiede una grande magia che adopera solo per il bene dei suoi sudditi tutti gli abitanti del bosco.
by moonfaire

sabato 1 maggio 2010

Sul sito Fairy Name Generator potrete scoprire il nome della vostra fata personale inserendo il vostro nome e cognome.


Questa è la mia fata:

Your fairy is called Fire Rainbowfly
She is a fortune bringer.
She lives where fireflies mate and breed.
She is only seen at midday under a quiet, cloudless sky.
Her dresses glow with fiery colours. She has multicoloured wings like a butterfly.
Get your free fairy name here!





  


































E se volete fatemi sapere il nome della vostra fata

venerdì 23 aprile 2010



Le Fate della Natura:

Sono le creature che proteggono i boschi e i campi. Oggi le Fate della Natura incontrano molta difficoltà nel nostro mondo perchè devono lottare per sopravvivere a dispetto dell'inquinamento e degli altri danni che stiamo arrecando al pianeta.

Fate della Natura: Le Fate del Giardino:

Per le fate anche la più piccola distesa di terra, da un'aiuola ad una piccola cassetta per i fiori sul balcone, è un giardino. Di conseguenza ci sono tantissime, meravigliose Fate del Giardino. Alcune amano spargere i semi qua e là, altre preferiscono dedicarsi ai fiori e all'erba, ma tutte sono cmq riconoscibili dalle loro dita verdi (da qui l'espressione "pollice verde"). Tutto ciò di cui le fate si prendono cura, dalle piccole piantine di violette agli alti girasoli dorati, cresce forte e sano grazie al loro tocco benevolo.

Fortunatamente per noi, le Fate del Giardino, si occupano anche di impedire a lumache e chiocciole di rosicchiare le nostre piante, in quanto la polvere delle fate che spargono è un irritante naturale per il ventre morbido di questi piccoli animali infestanti.

Se la sera esci in giardino avrai buone possibilità di vedere le fate che vivono fra le piante che in genere preferiscono uscire al crepuscolo.

martedì 13 aprile 2010

Si dice che la felce di bosco fiorisce una volta l’anno durante la notte del solstizio d’estate, notte magica per eccellenza.
Il fiore di questa pianta sboccia e muore nel giro di pochi istanti, ed è quindi difficilissimo da vedere; è un magnifico fiore rosso dai cui petali si sprigiona una luce intensa che illumina, per quei pochi istanti, tutto ciò che lo circonda, infatti, chi va per boschi durante la notte del solstizio d’estate vede delle piccole luci accendersi e spengersi, gli uomini pensano che siano lucciole, ma è solo ignoranza, perché questi insetti vivono per pochissimo tempo e soprattutto in primavera.
Si dice, che chi riesca a cogliere il fiore della felce, acquisti il dono dell’invisibilità.
Gli gnomi, le fate, i folletti e tutto il piccolo popolo ne fa grande uso, per ciò, chi cammina per i boschi e vede uno dei suoi abitanti, dopo pochi passi, lo perde di vista

sabato 10 aprile 2010

C'è un luogo lontano, eppure così vicino, dove vivono le fate,
creature che conoscono la magia. Questo luogo si trova
sotto le colline, fatto di antri e caverne o in foreste
silenziose ed impenetrabili, o sotto i laghi, o sotto
l'immensità degli oceani. Dovunque sia il mondo delle fate,
per gli esseri umani è molto difficile riuscire a trovarne le
porte che si aprono a distanza di generazioni e che si trovano
dove due mondi vengono a contatto: la terra e l'acqua, il giorno e la notte.

martedì 6 aprile 2010


Nell' originale accezione dell'Europa  meridionale, la  fata  è totalmente  sovrannaturale,
 cioè non  ha  nulla  di  umano se non  l' aspetto.
Il  nome  fata  deriva  dall' altro nome latino delle  Parche, che è Fatae,
ovvero coloro che  presiedono al Fato (dal  latino Fatum  ovvero "destino").
 La  fata  è quindi  un  essere etereo e  magico, una  sorta  di  spirito della  Natura .
Si può  però  essere  invitati  dalle  fate
nel  loro mondo, ma  si  corre  il  pericolo di essere coinvolti
nelle loro danze  e  di  dover quindi  danzare  fino alla morte.
Se si  entra  nel  mondo delle fate  si  deve  dimenticare  ciò che  si  conosce  e  ciò  che  si  è, si  deve  affrontare  la  possibilità  di non  tornare.
In  questo mondo incantato  vivono altre  strane
creature  insieme  alle  fate...
Sono  i  folletti, gli  gnomi, gli elfi.
Qui  è  sempre  primavera, non  esistono  malattie, nè dolori e  il  tempo  non  ha  valore.
Le  fate  vengono spesso nel  mondo degli uomini  assumendo  l' aspetto che  preferiscono  e  possono intervenire  nelle  umane  vicende.

venerdì 26 marzo 2010



Gli elfi dimorano nell'antica foresta da millenni. Non hanno mai combattuto le guerre degli uomini e nessuno sa da dove realmente provengano. La vita degli elfi ha iniziato a intrecciarsi con quella degli uomini con l'avvento delle nebbie nere. Furono loro a scoprire le magiche proprietà dei Fiori di Armia e renderle note tra gli uomini.
Abbigliamento e armamenti
Vestono con tessuti e gioielli di rara bellezza e delicatezza che riprendono le forme degli alberi, degli animali, delle foglie e dell'acqua. Gli elfi realizzano bellissimi monili, armi e armature utilizzando i metallli con una maestria seconda solo a quella dei Nani.
Gli elfi sono pochi e dimorano esclusivamente nell'antica foresta. I loro rifugi sono meravigliose costruzioni di legna e pietra che formano un tutt'uno con la natura. Gli elfi sentono un profondo legame con la terra e gli animali. Molti elfi scoprono più tardi di altri questi richiami ma normalmente il loro primo impulso é quello di unione con la natura. Vestono con tessuti e gioielli di rara bellezza e delicatezza che riprendono le forme degli alberi, degli animali, delle foglie e dell'acqua. Amano i colori sgargianti dei fiori e delle foresta. La loro vita é lunghissima, paragonabile a quella di molti alberi secolari. In realtà le leggende vogliono che alla loro morte, gli elfi si trasformino proprio in questi alberi destinati a diventare antichi guardiani della foresta. Quando un elfo muore di morte violenta tutta la comunità entra in lutto ed é l'unica occasione in cui si indossano abiti grigi e neri. L'intera società é tenuta in piedi dal più antico e saggio tra gli elfi Gherinald e dalla sua compagna Vanrial, entrambi potenti maghi.
Gli elfi commerciano volentieri con gli umani, soprattutto artigianato, materie prime, erbe rare e cibi. I loro scambi sono forti per via della loro moneta che ha un grande valore tra gli umani. Gli elfi sono di indole buona e leale, sono altezzosi e distaccati.
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