mercoledì 9 marzo 2011

Inganni o incantesimi? La questione è sottile e spesse volte confusa,
 perché le creature fatate  confondono il dispetto per gioco.
 Ma niente paura, chi ne è stato vittima può assicurare che
  si è trattato per lo più di un'illusione.
Appunto, l'illusione sembra essere spesso una delle abilità
con cui le Fate confondono gli umani. 

 Sono moltissime le storie che riportano questi magici sortilegi  delle Fate.
Per questo negli anni, ma sarebbe meglio dire nei secoli, 
 si sono ricercati metodi e funzioni per rompere questi incantesimi fatati. 
 Possono bastare  piccoli rimedi tramandati nei racconti e ricordi di quella gente che 
 non ha mai dubitato della presenza delle fate. 

Ghirlande di margherite (ottime contro gli scherzi delle fate)
Lino sul pavimento  (ricordiamo che esiste un lino alpino definito come Il Lino delle Fate)
Scarpe disposte con la punta in direzione opposta al letto.
Una calza sotto il letto
Un rametto di erica
Bruciare Biancospini  sulla cima di una collina delle fate
Iperico  è per antonomasia l'erba più potente usata
 nella notte si S. Giovanni contro gli spiriti erranti.

Un  fenomeno usato dal Piccolo Popolo per far fuggire gli intrusi
curiosi è il Vento fatato.

 Questo fenomeno si manifesta come un vento di tempesta,
 impetuoso e ruggente che si leva all'improvviso e senza preavviso.
Oppure, appare come una strana folata  che fa accadere qualcosa di straordinario.
 Questo forse, perché il vento è riconducibile al simbolo antico della Vita   
Così potrebbe accadere che lo stormire di fronde e rami di un albero nel bosco
smosso dal Vento Fatato, possa portare un implicito messaggio per Voi
(sempre che siate disposti ad ascoltare i suoni naturali del bosco).
 
Altro noto scherzetto delle fate è quello di utilizzare i poteri dell'Erba Fatata  così che,
quando un comune mortale calpesta una zolla di quest'erba ,
 non saranno in grado di proseguire il cammino perché confusi dai poteri delle fate. 

 In fine non chiedeteci certezze su quanto vi abbiamo appena raccontato ;
ciò che più conta è la tradizione che a noi ci è stata tramandata,
 perché ciò che di certo sappiamo è : 
"Solo una cosa è certa che nulla è certo!" 

(Da Bosco delle Fate)

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